CASELLARIO GIUDIZIALE

 

 

SOMMARIO: 1. Nozioni generali. - 2. Registri. - 3. Le iscrizioni nel casellario giudiziale. - 4. Ulteriori iscrizioni nel casellario giudiziale. - 5. Trasmissione dei provvedimenti al casellario. - 6. Competenza nella trasmissione delle notizie. - 7. Termini per la trasmissione delle notizie. - 8. Modalità di trasmissione delle notizie al casellario. - 9. Istruzioni per la compilazione delle schede. - 10. Adempimenti dei casellari locali. - 11. Collocamento delle schede. - 12. Scheda di richiamo. - 13. Fogli complementari. - 14. Competenza per la compilazione dei fogli complementari. - 15. Le diverse specie dei certificati del casellario. - 16. I certificati del casellario giudiziale. Soggetti che ne hanno diritto e soggetti che ne hanno facoltà. - 17. Richiesta per il rilascio dei certificati. Modalità della richiesta. - 18. Norme fiscali. - 19. L’eliminazione delle iscrizioni (artt. 687 c.p.p., 237 disp. att. c.p.p.). - 20. Eliminazione delle iscrizioni relative ai minorenni. - 21. Comunicazioni ai Comuni di residenza dei provvedimenti che importino la perdita del diritto elettorale. - 22. Controversie e rettifiche. - 23. Adempimenti periodici del casellario (verifiche mensili e relazioni semestrali). - 24. Certificati dei carichi pendenti. - 25. Schede.


1. NOZIONI GENERALI


A) Il casellario giudiziale locale

Il casellario locale è una struttura deputata a raccogliere e conservare gli estratti (1) delle sentenze e dei provvedimenti nonché le annotazioni, di cui è prescritta l’iscrizione, concernenti tutte le persone nate nei Comuni compresi nel circondano del Tribunale, anche se stranieri o apolidi. Esso è, infatti, un ufficio della Procura della Repubblica istituito presso ogni Tribunale ordinario e, in virtù del D.P.R. 448/1988 recante «Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni», presso ogni Tribunale per i minorenni. Esso si denomina «locale» per distinguerlo da quello centrale istituito presso il Ministero della Giustizia avente proprie e specifiche competenze ed attribuzioni.

 Il servizio del casellario giudiziale è disciplinato dagli artt. 685-690 c.p.p., dalle disposizioni regolamentari sul servizio approvate con R.D. 18-6-1931, n. 778 (Gazz. Uff. n. 147 del 27-6-1931) e dalle relative istruzioni approvate con il 1).M. 6 10-1931 (Supp. Gazz. Uff. n. 235 del 10-10-1931): dal D.P.R. 20-3-1967, n. 223 (Gazz. Uff. n. 106 del 28-4-1967, testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali).

La direzione dell’ufficio del Casellario giudiziale locale spetta al dirigente la segreteria della Procura, secondo quanto già previsto dalla normativa introdotta con la L. 23-3-1956, n. 182, art. 9. Al Procuratore della Repubblica spetta l’onere di vigilare sul Casellario e di verificarne il corretto funzionamento, esaminandone tutti i registri ed apponendo il visto mensile sul repertorio alfabetico di controlleria (2).

Le decisioni concernenti persone maggiorenni o minorenni (3) nate all’estero, anche se hanno successivamente ottenuto la cittadinanza italiana, o relative a persone delle quali non si sia potuto accertare il luogo di nascita nel territorio dello Stato sono destinate al casellario giudiziale rispettivamente presso la Procura della Repubblica del Tribunale ordinario di Roma e del Tribunale per i minorenni di Roma (4).


B) Il casellario centrale

A Roma, oltre al Casellario locale presso il Tribunale ordinario di quella città, esiste il Casellario Centrale istituito presso il Ministero della Giustizia che:

a) acquisisce per via telematica i dati concernenti sentenze e provvedimenti in materia penale per delitti previsti dai codici, conservandoli con modalità informatiche;

a)     b) acquisisce allo stesso modo i dati relativi a sentenze e provvedimenti in materia penale riguardanti cittadini stranieri, alfine di trasmetterli agli Stati esteri interessati;

b)     si sostituisce ai casellari locali assumendone temporaneamente il servizio quando questi non sono in grado di funzionare perché in tutto o in parte distrutti (5) (ad esempio a seguito di eventi sismici), curandone la ricostruzione totale o parziale;

c)     provvede alla compilazione degli estratti dei provvedimenti amministrativi relativi alla perdita o revoca della cittadinanza e all’espulsione dello straniero e delle sentenze penali pronunciate da Autorità straniere nelle ipotesi previste dalla legge e alla loro trasmissione ai Casellari locali;

d)     fornisce gli elementi di statistica della criminalità o gli altri dati che interessano la P.A. consentendo al Ministero della Giustizia di esercitare la vigilanza sull’esecuzione delle sentenze e dei provvedimenti emessi in materia penale;

e)     cura la gestione dell’anagrafe nazionale delle sanzioni amministrate, nel quale sono iscritti, per estratto, le sentenze e i decreti irrevocabili che hanno applicato agli enti le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, nonché i provvedimenti non più soggetti ad impugnazione, riguardanti le sanzioni amministrative, emessi da organi giurisdizionali dell’esecuzione (art. 80, D. Lgs. 8-6-2001, n. 231).

f)      trasmette alla sezione centrale dell’archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di credito i dati relativi alle sanzioni penali e ai connessi divieti applicati per l’inosservanza degli obblighi imposti, a titolo di sanzione amministrativa accessoria, a coloro che hanno emesso assegni bancari e postali senza autorizzazione o senza provvista, nonché i dati relativi alle sanzioni amministrative pecuniarie ed accessorie applicate a norma dell’art. 24, L. 24-1 1-1981, n. 689, derivanti da provvedimenti irrevocabili riferiti a violazioni commesse a partire dal 4-6-2002 (D.M. Giustizia 7-Il- 2001, n. 458).


C) Casellario giudiziale per i minorenni

Il D.P.R. 22-9-1988 n. 448, recante «Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni», all’art. 14 ha istituito l’ufficio del Casellario locale presso ogni Tribunale per i minorenni, sotto la vigilanza del Procuratore della Repubblica. L’istituzione del casellario giudiziale per i minorenni costituisce una novità introdotta con il nuovo codice di procedura penale. Detto ufficio è deputato a raccogliere e conservare l’estratto dei provvedimenti indicati nell’art. 686 c.p.p. concernenti i minorenni nati nel distretto (6), nonché le annotazioni le cui iscrizione è prevista da particolari disposizioni di legge.
Nel casellario per i minorenni si iscrivono le decisioni di condanna a pena detentiva, i provvedimenti riguardanti la concessione del perdono giudiziale e, tutte le altre condanne alla sola pena pecuniaria. Si iscrivono anche le sentenze di assoluzione o proscioglimento di minorenne per incapacità di intendere e di volere (art. 530 c.p.p.).

Il casellario locale è istituito presso il Tribunale per i minorenni di Roma è destinato a ricevere e conservare anche i provvedimenti e le annotazioni relative a:

1)    minorenni nati all’estero;

2)    minorenni dei quali non si sia potuto accertare il luogo di nascita nel territorio italiano.

Va rilevato infine che le certificazioni concernenti le iscrizioni nel
casellario per i minorenni possono essere rilasciate soltanto alle persone alle quali si riferiscono o all’autorità giudiziaria competente.

Un ufficio del Ministero della Giustizia svolge il servizio nel casellario giudiziale centrale per i minorenni (D.Lgs. 28-7-1989, n. 272 - art. 18— norme di att., coord. e trans. del D.P.R. 22-9-1988, n. 448).

L’art. 15 del D.P.R. 22-9-1988, n. 448 fissa il momento della eliminazione delle iscrizioni dal casellario giudiziale per i minorenni e, stabilisce che le iscrizioni che si riferiscono a condanna a pena detentiva, anche se sospesa condizionalmente, sono eliminate quando il minore ha raggiunto la maggiore età, ossia quando ha raggiunto i 18 anni di età e, le relative schede sono trasmesse al casellario ordinario presso il Tribunale.

Le iscrizioni relative alla concessione del perdono giudiziale si conservano presso il casellario per i minorenni sino al compimento del 210 anno di età della persona alla quale si riferiscono.
Questa normativa si spiega con il fatto che si è giudicati dal Tribunale per i minorenni per i reati commessi prima del compimento degli anni 18 e, non sino a quando non si compie il 18° anno di età.

Quindi, è possibile che si venga giudicati dal Tribunale per i minori anche quando si abbia superato i 18 anni per i reati commessi quando non si aveva la maggiore età. Pertanto, se è stato concesso il perdono giudiziale, questo deve risultare dal casellario.

Tutte le altre iscrizioni vengono eliminate al compimento del 18° anno.

Concludendo, quindi, avremo 3 gruppi di iscrizioni, cui corrispondono altrettanti modi di eliminazione:

a)     iscrizioni relative a condanna a pena detentiva: le relative schede vengono trasmesse al casellario presso il Tribunale ordinario al raggiungimento della maggiore età del condannato;

b)     le iscrizioni relative alla concessione del perdono giudiziale sono conservate fino al 21° anno e poi vengono eliminate;

c)     tutte le altre iscrizioni sono definitivamente eliminate al compimento del 18° anno di età.

Alla suddetta data le iscrizioni saranno eliminate e trasmesse ai casellari locali presso i Tribunali per i minorenni escluse le iscrizioni riguardanti provvedimenti di condanna a pena detentiva quando la persona cui si riferiscono abbia raggiunto il 18° anno di età.

Allo scopo di consentire le iscrizioni previste dalla legge, è specificatamente stabilito che la cancelleria o la segreteria dell’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento, del quale appunto è prevista l’iscrizione nel casellario giudiziale, ne comunica senza ritardo, anche avvalendosi di mezzi tecnici idonei (ad es.: telefax) l’estratto al casellario competente; analoga disposizione vige per la segreteria del P.M. che deve comunicare gli eventi relativi all’esecuzione della pena di cui è prevista l’iscrizione (art. 34 regol.).


D) Locali e mobili

I locali adibiti a casellario devono essere completamente separati ed indipendenti dagli altri locali della Procura della Repubblica e dotati di particolari cautele e misure di sicurezza al fine di evitare pericoli d’incendio e l’accesso di estranei.

L’accesso ai locali del casellario è consentito soltanto al personale addetto al servizio (art. 5 istruz.).
Le schede sono conservate in appositi schedari di adeguate dimensioni, divisi in compartimenti muniti di coperchio con chiusura a chiave (art. 4 istruz.).

In molti casellari, nei quali si deve incasellare un numero rilevante di schede, le ormai superate «cassette» sono state sostituite con archivi elettromeccanici a piani rotanti, i quali possono svolgere la medesima funzione prevista dall’art. 60 delle istruzioni sul casellario, richieste dall’art. 16 dl regolamento, ma con maggiore efficienza. Le schede, infatti, vengono riposte in «cassette» collocate su piani collegati ad una tastiera elettrica che ricerca il settore nel quale la scheda è stata collocata. L’operatore, restando seduto, dopo aver digitato il numero del settore, si troverà la cassetta davanti e, ricercandola, potrà provvedere agli incombenti, grazie ad un piano di lavoro incorporato.

In conformità alle istruzioni del D.M. 6-10-193 1, l’ufficio del Casellario deve essere munito di sigillo (fornito dalla Zecca dello Stato, ai sensi dell’art. 3 R.D. 9-8-t92, n. 1517) che porti inciso lo stemma dello Stato e la dicitura «Procura della Repubblica di... Casellario Giudiziale», e del datano metallico a rotelle mobili per apporre sui certificati la data della loro spedizione (7).


2. REGISTRI


Rientrano nei compiti attribuiti ai funzionari della ex 8 e 9 qualifica Funzionale il rilascio e la firma dei certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti e, in assenza di essi, anche ai collaboratori.

Il personale della ex 7 qualifica funzionale non può essere preposto ma solo addetto alla tenuta dei registri essendo responsabile di questi il personale di qualifica superiore (8).

Per i servizi del casellario sono prescritti i seguenti registri (9):

a)     il repertorio alfabetico di controlleria (Mod. 31);

b)     il registro dei certificati penali (Mod. 37);

c)     registro delle rettificazioni (Mod. 32).

Era prescritta, fino al 4-4-1989 la tenuta di un registro contabile per
annotarvi i diritti riscossi per il rilascio dei certificati da acquistarsi
con i fondi assegnati come spese d’ufficio. Sono, invece, fornite gratuitamente dal Ministero le schede, gli intercalari, le copertine per schede multiple, schede di richiamo e schedine (10).
 

A) Il repertorio alfabetico di controlleria

Il repertorio alfabetico di controlleria è suddiviso per lettera e anche per sillaba iniziale; in esso vi si annotano le schede che pervengono dagli uffici giudiziari, ovvero che risultano dalla stampa dei dati se la trasmissione è avvenuta per via telematica (v. in fra), seguendo una numerazione progressiva annuale distintamente per ciascuna lettera ed anche per ciascuna sillaba (art. 57 istr.).

La registrazione delle schede deve essere fatta nello stesso giorno del loro arrivo, o della loro stampa e deve essere effettuata dopo che il segretario ha accertato la regolarità e verificato che esse non riguardino persone nate in altro circondario.

Nello stesso giorno in cui le schede sono state registrate, e al più tardi nel giorno successivo, le schede vengono collocate nello schedario, in apposite caselle.

Prima di disporne il collocamento nel casellario, il segretario dovrà accertarsi che su ciascuna delle schede registrate sia annotato:

1)    nella rubrica «Rep. Alf. M.», il numero del repertorio nel quale è stata registrata la scheda;

2)    nella rubrica: «Elim.», la data in cui la persona iscritta raggiungerà l’età di 80 anni;

3)    nella rubrica «S.c.p.» (sospensione condizionale della pena), la data in cui scade il termine della sospensione condizionale della pena.


B) Il registro dei certificati penali

Il Casellario oltre a provvedere alla conservazione delle schede, assolve anche ad un’altra funzione importantissima che è, appunto, quella del rilascio dei certificati. Per tale servizio è prevista la tenuta del registro dei certificati (Mod. 37):

   nella prima parte vengono registrati i certificati rilasciati alle autorità giudiziarie ordinarie e speciali, per ragioni di giustizia penale; alle pubbliche amministrazioni ed agli enti incaricati di pubblici servizi, per provvedere ad atti delle loro funzioni;

   nella seconda parte vengono registrati i certificati rilasciati, senza urgenza a richiesta dei privati;

   nella terza parte vengono registrati i certificati rilasciati a privati con urgenza (11).

Ciascuna parte del registro ha una numerazione progressiva annuale e il relativo numero di registro deve essere riportato su ciascuno dei certificati rilasciati ai privati in alto a destra.

I certificati rilasciati a richiesta di pubbliche amministrazioni, in base ad elenchi, possono essere registrati in blocco, indicando la data della richiesta, l’amministrazione pubblica che l’ha presentata, il motivo della medesima, il primo iscritto nell’elenco e distinguendo, poi, il numero dei certificati rilasciati e quello delle attestazioni eseguite sull’elenco.

La parte terza del registro deve essere numerata e vidimo fa, prima di essere posta in uso, dal Procuratore della Repubblica o da un sostituto da lui delegato, e, nell’ultima pagina, deve farsi constare il numero dei fogli di cui si compone.

Il registro dei certificati deve essere conservato dall’ufficio del casellario per Cinque anni (12).
In margine ai registri, alla fine dì ogni mese, sì riassume il numero dei certificati, tenendo presente la classificazione fatta nel prospetto da allegare alla relazione semestrale (Mod. n. 35) (art. 105 istruz.).

 

C) Il registro delle rettificazioni

È un registro nel quale vanno annotati i provvedimenti su eventuali
controversie e rettifiche riguardanti le iscrizioni ed i certificati del casellario.

Prima dell’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, la competenza, su ogni controversia che poteva sorgere in ordine alle iscrizioni ed ai certificati del casellario era del Procuratore della Repubblica o del giudice di esecuzione.

Ora, in base all’ari. 690 c.p.p., su tali questioni decide il Tribunale del luogo dove ha sede l’ufficio del Casellario giudiziale (13), con le forme previste per il procedimento di esecuzione.

 

3. LE ISCRIZIONI NEL CASELLARIO GIUDIZIALE


Scopo del casellario è quello di rendere possibile, in qualsiasi momento, la conoscenza dei precedenti penali di una determinata persona, la sua personalità, la esistenza o meno della capacità di agire.

Le iscrizioni nel casellario riguardano sia la materia penale che quella civile e amministrativa. La relativa disciplina è dettata dall’ari. 686 c.p.p. il quale elenca i provvedimenti dei quali è prescritta l’iscrizione per estratto nel casellario giudiziale.

Nella materia penale, regolata dal codice penale o da leggi speciali, si iscrivono nel casellario per estratto:

1)    le sentenze penali di condanna divenute irrevocabili e i decreti penali divenuti esecutivi;
2) i provvedimenti emessi dagli organi giurisdizionali dell’esecuzione non più soggetti a impugnazione che riguardano la pena, le misure di sicurezza, gli effetti penali della condanna, l’applicazione della amnistia e la dichiarazione di abitualità o professionalità o tendenza a delinquere nel reato;

2)     i provvedimenti che riguardano l’applicazione delle pene accessorie;

3)    le sentenze di proscioglimento dell’imputato non più soggette ad impugnazione (14) e quelle di non luogo a procedere pronunciate per difetto di imputabilità o che abbiano disposto una misura di sicurezza o dichiarato estinto il reato per applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell’imputato (15);

4)    le condanne concernenti le contravvenzioni oblazionabili quando è stata concessa la sospensione condizionale (art. 162 c.p.);

5)    le condanne concernenti le contravvenzioni punite con pena alternativa (art. l62bis c.p.);

6)   le sentenze pronunciate da autorità giudiziarie straniere, ma solo successivamente al riconoscimento da parte dell’autorità giudiziaria italiana;

7)    la menzione del luogo e del tempo in cui la pena fu scontata e dell’eventuale applicazione di misure alternative alla detenzione ovvero la menzione che la pena fu in tutto o in parte scontata, per amnistia, indulto, grazia, liberazione condizionale o per altra causa;

8)     i provvedimenti che dichiarano o revocano la riabilitazione;

9)    i provvedimenti definitivi che dichiarano l’applicazione delle misure di prevenzione, della sorveglianza speciale semplice o con divieto od obblighi di soggiorno (trattasi di innovazione introdotta dal nuovo codice di procedura penale);

10)            i provvedimenti del Pubblico Ministero previsti negli artt. 657 e 663 c.p.p., relativi all’esecuzione di pene concorrenti (c.d. cumulo) ed al computo della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo (16);

11)            i provvedimenti con cui è concessa la riabilitazione prevista dall’art. 15 della L. 3-8-1988 in materia di misure di prevenzione personali (art. 194 disp. att. c.p.p.) (17).

Dei provvedimenti definitivi che riguardano l’applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto od obbligo di soggiorno (previsti dalla lettera d) dell’art. 686, 10 comma) si fa menzione solo nei certificati richiesti dagli organi aventi giurisdizione, penale, dalle amministrazioni pubbliche e dagli incaricati di pubblico servizio, ex art. 688 c.p.p.

Nella materia penale non si iscrivono nel casellario giudiziale:

1) le condanne per contravvenzioni oblazionabili ai sensi dell’art. 162 c.p., o definite in via amministrativa, salvo che per le stesse non sia stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena;

2) le sentenze di estinzione del reato per oblazione, ex art. 1 62bis c.p. (18);

3) le sentenze di proscioglimento dell’imputato perché non ha commesso il fatto, il fatto non costituisce reato e non sia stata applicata una misura di sicurezza, il fatto non sussiste;
4) le sentenze di non doversi procedere per mancanza di querela o di istanza o di richiesta o di autorizzazione a procedere, ovvero remissione di quercia, per amnistia e per prescrizione del reato (19).

Nella materia civile si iscrivono nel casellario giudiziale:

   le sentenze passate in giudicato che hanno pronunciato l’interdizione o l’inabilitazione e i provvedimenti che li revocano.

Nella materia commerciale si iscrivono nel casellario giudiziale:

1)     le sentenze di dichiarazione di fallimento;

2)     le sentenze di omologazione del concordato e quelle che hanno dichiarato la riabilitazione del fallito;

3)     i decreti di chiusura del fallimento.

In materia amministrativa si iscrivono nel casellario giudiziale:

— provvedimenti relativi alla perdita o alla revoca della cittadinanza italiana e all’espulsione dello straniero.


4. ULTERIORI ISCRIZIONI NEL CASELLARIO GIUDIZIALE

 

Ai sensi degli artt. 73, 74 e 81 L. 24-1 1-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale — Gazz. Uff. n. 329 del 30-11-1981 Suppl. ord.) sono, altresì, iscritte nel casellario:

   i provvedimenti della sezione di sorveglianza relativi alla irrogazione ed alla revoca delle misure alternative alla pena detentiva (art. 74 L.  689/1981 che inseriva l’art. 58bìs alla L. 6-7-1975, n. 354 - Ord. penit.); i decreti penali e le sentenze di condanna alle pene sostitutive sono iscritte anche con l’indicazione della pena sostitutiva (art. 73 L. 689/
1981);  

   le ordinanze della sezione di sorveglianza di conversione della pena della semidetenzione o della libertà controllata nella pena detentiva in precedenza sostitutiva in caso di inosservanza degli obblighi imposti (art. 66, ultimo comma, L. 689/1981);

   le ordinanze di revoca della libertà controllata o del lavoro sostitutivo (a seguito della conversione di pene pecuniarie) e la conversione della parte non ancora eseguita della libertà controllata o di lavoro sostitutivo in eguale periodo di reclusione o arresto (art. 108, ultimo comma, L. 689/1981);

   le sentenze che hanno dichiarato estinto il reato per applicazione di sanzioni sostitutive a richiesta dell’imputato previste dall’art. 77 L. 689/1981 (20) e ciò benché l’art. 234 disp. att. c.p.p. preveda espressamente l’abrogazione degli artt. 77-80 della L. 689/1981.

D’altra parte, tali sentenze vanno iscritte per i soli effetti indicati dall’art. 80 L. 689/1981 citata (norma anch’essa abrogata), al fine di consentire al giudice l’accertamento di condizioni ostative all’applicazione dell’art. 77 L. 689/1981 (evitando l’emissione di altro analogo provvedimento), dal momento che lo stesso non può essere emesso nei confronti di chi in precedenza ne ha già beneficiato e nei confronti di chi ha riportato condanna a pena detentiva.
Ditali provvedimenti non si fa menzione nei certificati richiesti dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti incaricati di pubblici servizi a norma dell’art. 688, l° comma c.p.p. (art. 196 disp att. c.p.p.).


5. TRASMISSIONE DEI PROVVEDIMENTI AL CASELLARIO


Le iscrizioni nel casellario dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria in materia penale individuati dall’art. 686 c.p.p., avvengono sulla base delle notizie trasmesse per via telematica attraverso l’immissione dei dati nel Sistema informativo automatizzato del casellario (S.I.C.) (21). Le iscrizioni di altra natura e quelle nei casi in cui gli uffici giudiziari competenti non siano ancora in grado di provvedere alla trasmissione telematica, si eseguono sulla base di apposite schede.

Una volta costituito il precedente presso il casellario, per le eventuali annotazioni di provvedimenti successivi, modificativi degli effetti dei provvedimenti in precedenza iscritti, si provvede mediante fogli complementari (attualmente solo in forma cartacea).

Qualora si utilizzi ancora il sistema della scheda, questa norma dell’art. 5 regolamento, è formata per ogni persona, per ogni sentenza o provvedimento.

La scheda del casellario giudiziale è un documento pubblico avente natura amministrativa.

Essa, solo formalmente deriva dalla sentenza, ma sostanzialmente è un atto originale perché crea, documenta o rende notorio lo stato penate di una persona (Cass., sez. VI, 10-5-1967, n. 332).

I modelli prescritti per la formazione delle schede sono (22):

   Modello I (B-C) (color bianco): condanna per delitti — scheda da compilare nel caso di una sola condanna per delitto (v. allegato A in appendice al capitolo);

   Modello Ibis (B-C) (color bianco): condanna per più delitti — per il casellario locale;

   Modello Ibis intero (A-B-C) (color bianco): condanna per delitti — intercalare per le schede sopra dette;

   Modello 2 (colore arancione): decisioni irrevocabili di assoluzione o di proscioglimento per delitti, quando si tratti di un solo delitto;

   Modello 2bis (colore arancione): decisioni concernenti più reati per
i quali vi sia stata l’assoluzione o il proscioglimento;

   Modello 3 (colore giallo): decisioni irrevocabili sia di condanna (sentenza o decreto) sia di assoluzione o di proscioglimento in materia di contravvenzione, quando si tratti di unica contravvenzione;

   Modello 3bis (colore giallo): decisione irrevocabile di condanna o di assoluzione o di proscioglimento per più contravvenzioni;

   Modello 4: provvedimenti coi quali è stata ordinata l’applicazione provvisoria di misure di sicurezza o di pene accessorie e decreti del magistrato di sorveglianza;

   Modello 5 (colore rosa): sentenze che abbiano acquistato autorità di cosa giudicata, in materia di interdizione e di inabilitazione;

   Modello 6 (colore azzurro cenere): sentenze dichiarative di Fallimento;

   Modello 8 (colore verde): provvedimenti amministrativi relativi alla perdita o alla revoca della cittadinanza e all’espulsione dello straniero;

   Modello 10 (color bianco): che serve ad accompagnare le schede relative ai cittadini che hanno doppio cognome, per le donne maritate, nonché per le persone i cui cognomi originari furono tradotti in lingua italiana o furono mutati in seguito a riconoscimento o adozione.

 

6. COMPETENZA NELLA TRASMISSIONE DELLE NOTIZIE

 

Competente a trasmettere le notizie al casellario locale (sia che ciò avvenga per via telematica sia mediante la compilazione dell’apposita scheda) è:

 

A) Nella materia penale

— il cancelliere (23) presso l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza o il provvedimento, che sono divenuti irrevocabili, o che sono eseguibili anche durante il termine dell’impugnazione e nonostante l’impugnazione proposta;

   il cancelliere del giudice di primo grado, se vi è stato gravame dichiarato inammissibile con ordinanza del giudice ad quem;

   il cancelliere del giudice che ha pronunciato la decisione impugnata quando la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile o rigettato il ricorso;

   il cancelliere della Corte di Cassazione, quando la Corte medesima pronuncia definitivamente, annullando senza rinvio il provvedimento impugnato (art. 620 c.p.p. lett. a), c), d), g) e art. 9 R.D. 778/1931);

   il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza di cui la Corte di Cassazione ha ordinato l’esecuzione, pronunciando l’annullamento senza rinvio;

   il cancelliere del giudice di secondo grado, se vi è stato gravame deciso con sentenza.
Le notizie concernenti le sentenze pronunciate dall’autorità giudiziaria straniera sono trasmesse dall’ufficio del casellario centrale presso il Ministero della Giustizia (art.13 reg.);

   Il segretario del Pubblico Ministero che ha emesso i provvedimenti di cui agli artt. 657 e 663 c.p.p.;

   il segretario del Pubblico Ministero presso il giudice dell’Esecuzione per gli eventi relativi all’espiazione della pena (art. 34 D.M. 30-9-1989, n. 334).


B) Nella materia civile

   il cancelliere presso l’autorità giudiziaria che ha pronunciato la sentenza di interdizione o di inabilitazione, che ha fatto passaggio in cosa giudicata e i provvedimenti che le revocano;

   il cancelliere presso l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza di fallimento o di omologazione del concordato;

   il cancelliere presso l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza con la quale è stata dichiarata la riabilitazione del fallito o emesso il decreto di chiusura del fallimento;


C) Nella materia commerciale

   il cancelliere presso l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza o il provvedimento con cui il commerciante è dichiarato fallito;

 

D) Nella materia amministrativa

— l’ufficio del casellario centrale presso il Ministero della Giustizia.


7. TERMINI PER LA TRASMISSIONE DELLE NOTIZIE


A) In materia penale

Le notizie concernenti le sentenze e i decreti di condanna devono essere trasmesse nel termine di dieci giorni dalla data in cui le sentenze sono divenute irrevocabili e i decreti di condanna siano divenuti esecutivi (art. 10 R.D. n. 778/1931) (24):

   nei casi di dichiarazione di inammissibilità dell’opposizione a decreto penale (art. 461,40 comma c.p.p.) o della impugnazione (art. 591 c.p.p.), la notizia deve essere trasmessa nel termine di dieci giorni dalla data in cui divenuta irrevocabile l’ordinanza con la quale il giudice abbia ordinato l’esecuzione della sentenza o del provvedimento impugnato;

   le notizie concernenti le misure di sicurezza e le pene accessorie applicate provvisoriamente, vanno trasmesse non più tardi del giorno successivo a quello della pronuncia del provvedimento;

   egualmente, non più tardi del giorno successivo, sono trasmesse le notizie per i decreti del magistrato di sorveglianza, con i quali sia stata dichiarata la abitualità o la professionalità nel reato, o soltanto ordinata l’applicazione di una misura di sicurezza, eccetto il caso in cui sia stata sospesa l’esecuzione del provvedimento.

 

B) In materia civile

Le notizie concernenti le sentenze civili devono essere trasmesse nel termine di dieci giorni da quello in cui hanno acquistato autorità di cosa giudicata (art. 12, R.D. 778/1931).

 

C) In materia commerciale

Le notizie devono essere trasmesse nel termine di dieci giorni da quello della emissione del provvedimento o della sentenza (art. 12 R.D. 778/1931).

 

8. MODALITÀ DI TRASMISSIONE

DELLE NOTIZIE AL CASELLARIO

 

Il decreto del Ministro della Giustizia 10-11-1999 ha disposto la trasmissione per via telematica delle notizie relative alle decisioni dell’autorità giudiziaria in materia penale di cui all’art. 686 c.p.p.; ciò avviene attraverso l’immissione dei dati direttamente nel Sistema informativo automatizzato del casellario (S.I.C.).

I dati immessi vengono indirizzati con un’apposita operazione al casellario del luogo di nascita della persona nei confronti della quale è stata emessa la decisione da iscrivere. il sistema è congegnato in modo da segnalare automaticamente all’operatore eventuali errori nell’immissione dei dati, affinché lo stesso possa procedere alle correzioni del caso.
Al termine dell’attività di immissione, si procede alla stampa dei dati immessi; il foglio stampato deve quindi essere sottoscritto dal cancelliere che ha curato l’immissione e dal responsabile dell’ufficio che ha provveduto alla verifica, ed inserito nel fascicolo processuale a riprova della compiuta attività di trasmissione. Di ciò viene fatta altresì menzione a margine del provvedimento originale e nel Registro generale (25).
Nel caso in cui gli uffici giudiziari competenti non siano ancora in gmdo di provvedere alla trasmissione telematica, ovvero questa non è prevista, la trasmissione delle notizie avviene mediante la compilazione della scheda, per la quale valgono le seguenti regole.
Le schede devono essere datate e sottoscritte dal funzionario che le ha compilate e, non più tardi delle 24 ore, devono essere presentate al dirigente della cancelleria o ad un funzionario da lui delegato, il quale, dopo averne verificata la regolarità, vi appone la propria firma e il timbro dell’ufficio.

Della formazione della scheda è fatta menzione a margine dell’originale della sentenza o del provvedimento cui la scheda si riferisce, e nel ruolo generale.

Le schede compilate sono trasmesse alla Procura della Repubblica del circondano del luogo di nascita della persona cui si riferisce (26) e se questa è straniera, apolide, cittadino straniero nato all’estero o di Comune di nascita sconosciuto, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

La spedizione della scheda viene eseguita mediante nota di accompagnamento (Mod. 30) che la procura ricevente deve restituire, firmata per ricevuta, all’ufficio compilatore per essere unita agli atti del procedimento a prova dell’avvenuta compilazione (27).

Per ogni scheda o per ogni gruppo di schede, concernente lo stesso procedimento, si Forma una distinta nota di accompagnamento.

La scheda è compilata in un unico esemplare. La circolare ministeriale n. (VI)1 115 del 6-3-2000 (Uff. VI Casellario Centrale) ha disposto che non venga più compilato il secondo esemplare (Mod. A) destinato al casellario centrale (e che veniva redatto per le decisioni relative a delitti previsti dai codici), né l’eventuale terzo esemplare (Mod. C) per il caso di decisioni riguardanti cittadini stranieri (28). Neanche deve essere redatta la schedina Mod. 9 (già prevista nel caso di assenza di precedenti condanne per delitti previsti dai codici): se non vi sono precedenti, è sufficiente che nella rubrica «annotazioni» della scheda, si indichi la dicitura «NULLA», altrimenti si indicherà «GIÀ CONDANNATO».

La trasmissione delle notizie al competente casellario, in qualsiasi modo avvenga, deve essere effettuato nel termine di dieci giorni dalla data di irrevocabilità della sentenza o del decreto penale.

Il cancelliere presso l’Autorità Giudiziaria, che ha pronunciato una sentenza, deve trasmettere la relativa notizia al casellario, anche se contro la sentenza stessa, dal condannato o dalla parte civile, sia stato proposto gravame riguardo alle sole disposizioni relative alle restituzioni, al risarcimento dei danni e delle spese. Tanto nel caso di più imputati in unico procedimento, quanto in quello di più imputazioni nello stesso procedimento ed in confronto della stessa persona, se nell’istruttoria, nel giudizio di primo grado, in quello di secondo grado, ed in quello avanti la Corte di Cassazione, siasi provveduto definitivamente per alcuni imputati, o per alcune delle imputazioni attribuite ad uno stesso imputato, le relative notizie, riguardo alla parte delle decisioni divenute irrevocabili, devono essere trasmesse nel termine di 10 giorni dalla data di irrevocabilità della decisione, a cura del funzionario addetto al magistrato, presso cui gli atti si trovano nel detto momento, senza attendere l’esito definitivo del processo (29).

In giurisprudenza si afferma che la possibilità dell’effetto estensivo delle impugnazioni non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza, in quanto tale effetto, che ha natura di rimedio straordinario, si verifica nonostante il giudicato, formatosi a norma dell’art.
576 c.p.p. (Cass. Sei.. III 3-3-1959; Sez. II 29-4-1960; Sez. I 28-4-1961).

In considerazione di quanto sopra esposto, è da sottolineare l’obbligo per il cancelliere di trasmettere al casellario la notizia relativa a decisioni irrevocabili, nonostante l’impugnazione di coimputati e prima dell’inoltro degli atti alla cancelleria del giudice ad quem.


9. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE SCHEDE


A) Elementi comuni a qualsiasi scheda

Qualsiasi scheda del casellario giudiziale deve contenere l’indicazione del cognome, nome, paternità, luogo e data di nascita della persona cui si riferisce, nonché l’indicazione dell’eventuale soprannome o pseudonimo.

Tali notizie sono comprese nelle rubriche I e 2 di ogni scheda.

Le schede relative a sentenze di condanna per delitti hanno, inoltre, la rubrica 3 riguardante lo stato civile e la filiazione dell’iscritto, la rubrica 4 concernente il suo grado d’istruzione, e la rubrica 5 contenente notizia circa l’occupazione o professione, e la condizione dell’iscritto nella sua occupazione o professione .

Tutte le altre schede, oltre le rubriche i e 2 suaccennate, hanno la rubrica concernente la occupazione o la professione dell’iscritto (ari. 23 D.M. 6-10-1931).


B) Trascrizione delle generalità e notizie personali

Prima di iniziare la compilazione di una scheda pel casellario giudiziale, il funzionario incaricato deve cancellare con due tratti di penna ben visibili, trasversali e paralleli, la dicitura in alto a destra di «Femmina» se la scheda si riferisce ad un maschio, o quella di «Maschio» se la scheda si riferisce a femmina.

In secondo luogo deve segnare in alto a destra l’anno in cui è stata emessa la decisione divenuta irrevocabile ed il numero del registro generale degli affari penali assegnato al procedimento, desumendolo dalla copertina degli atti processuali stessi. Lo spazio, che, sulla stessa riga, segue alla lettera N, deve essere lasciato in bianco. Indi deve con calligrafia ben chiara trascrivere il cognome, il nome, l’eventuale soprannome o pseudonimo, il nome del padre, il nome e cognome della madre, il luogo e la data di nascita.

I dati suddetti devono essere desunti dal certificato di nascita o dal certificato di rito allegato agli atti processuali, e sussidiariamente dai rapporti delle autorità di pubblica sicurezza e dall’interrogatorio, in specie per coloro che non siano nati in Italia e che non risultino iscritti nei registri della popolazione (art. 24 DM. 6-101931) (30).


C) Cognome e nome

Il cognome deve essere scritto coni caratteri più grandi e più marcati, curando che ciascuna lettera, e specialmente quella iniziale, sia facilmente intellegibile, e non dia luogo a interpretazioni erronee o equivoche.

Particolare attenzione dovrà usarsi nella trascrizione dei cognomi stranieri.
Se una persona ha più cognomi, si dovranno riportare tutti; per 1e donne maritate o vedove, sarà segnato il cognome di nascita seguito da quello del marito, preceduto quest’ultimo dalle espressioni in o ved.

Per le persone appartenenti alle province annesse, il cui cognome è stato restituito o ridotto in forma italiana, e per tutti coloro che ebbero modificato o sostituito il cognome originario, dovrà segnarsi sulla scheda, tra parentesi, dopo il cognome nuovo, anche il cognome precedente (art. 25 Istruzioni).


D) Luogo e data di nascita

Per ‘e persone nate in Italia, si avrà cura di far sempre seguire la indicazione del Comune di nascita da quella della Provincia, da cui dipende, e dall’altra del rispettivo circondano del Tribunale; quest’ultima notizia deve essere scritta con carattere più marcato.

Qualora il luogo di nascita sia una frazione, dovrà indicarsi il Comune cui appartiene.

Per i nati all’estero, siano essi cittadini italiani o stranieri, dovrà sempre essere indicato il luogo di nascita, e, invece della Provincia, lo Stato cui essi appartengono: in tal caso, nella rubrica «Circ. del Tribunale» si segnerà: «ROMA».

La data di nascita dovrà sempre essere indicata col giorno, mese ed anno (art. 27  Istruzioni).


E) Nazionalità

Tale notizia occorre accertare per coloro che non siano nati in Italia, per stabilire se siano cittadini italiani ovvero stranieri. In siffatti casi, nella rubrica «annotazioni» dovrà farsi menzione se si tratti di cittadino italiano nato all’estero o di cittadino straniero che ha ottenuto la cittadinanza italiana, o di cittadino straniero, o di cittadino italiano che ha perduto la cittadinanza originaria indicando quella acquistata (art. 28 Istr).

 

f)   Stranieri nati in Italia o cittadini italiani che abbiano perduta la cittadinanza

Qualora la sentenza o il provvedimento riguardi un cittadino straniero, nato in Italia, oltre agli esemplari della scheda da compilai-si a norma delle istruzioni precedenti, dovrà formarsi una scheda di richiamo, da trasmettersi direttamente al Casellario presso la Procura di Roma; in tale scheda, oltre alle generalità dello straniero, il cancelliere compilatore dovrà dichiarare che «trattasi di straniero nato in Italia, condannato con sentenza del.., in data.., alla pena d ____________. pel reato di ____________. e la relativa scheda è collocata nel casellario presso la Procura di ________________.».

La scheda di richiamo per il casellario presso la Procura di Roma sarà formata anche nel caso che la sentenza o il provvedimento riguardi un cittadino italiano che per qualsiasi motivo abbia perduta la cittadinanza originaria.

Nelle ipotesi suddette, nella rubrica «annotazioni», oltre alla notizia di cui all’istruzione precedente, si dovrà aggiungere che è stata compilata e trasmessa la scheda di richiamo al casellario presso la Procura di Roma (art. 29 Istr.).


G) Stato civile e filiazione

Le notizie relative allo stato civile, dovendosi riferire al tempo del commesso reato, devono desumersi dall’interrogatorio e dai verbali e rapporti delle autorità di pubblica sicurezza.
Le persone unite col solo vincolo religioso prima dell’attuazione delle norme contenute nel Concordato con la Santa Sede circa la celebrazione del matrimonio, devono considerarsi celibi o nubili.

Le notizie circa la filiazione devono invece desumersi dal certificato di rito (art. 30 Istr.).


H) Istruzione

La notizia relativa dovrà essere desunta dall’interrogatorio, e sussidiariamente dal certificato di rito.

L’analfabetismo dell’iscritto potrà dedursi in mancanza di altri elementi dalla circostanza che non abbia sottoscritto il processo verbale d’interrogatorio; la sua istruzione, elementare o superiore all’elementare, in mancanza di altri elementi, potrà dedursi dalla specie di professione o di occupazione. Trattandosi di persone che, all’epoca dal commesso reato, abbiano superata l’età degli studi, si potrà attingere tale notizia anche dal certificato di rito (art. 31 Istr.).

 

I) Occupazione o professione. Condizione

L’occupazione o la professione dev’essere sempre esattamente definita, e, specie nel determinare il mestiere dell’iscritto, non dovranno assolutamente usarsi espressioni dialettali. Le notizie circa l’occupazione e la professione, dovendosi riferire al momento del commesso reato, devono essere desunte principalmente dall’interrogatorio, dai verbali e rapporti delle autorità di pubblica sicurezza e sussidiariamente dal certificato di rito.
Qualora fossero diverse le occupazioni e le professioni dell’individuo, si segnerà soltanto la principale, ossia quella da cui ritraeva maggiore profitto o alla quale dedicava maggior tempo; ovvero, non conoscendosi queste notizie, si segnerà la occupazione o professione dichiarata nell’interrogatorio come principale.

Quando sia necessario, occorrerà inoltre precisare se l’iscritto eserciti una determinata professione od occupazione, come produttore o come commerciante; ad esempio, si dirà: carbonaio produttore, ovvero commerciante in carbone etc., mentre per i commercianti, si specificherà se mediatori, esercenti, commessi etc.

Si deve poi indicare specificatamente il ramo di industria a cui le occupazioni o professioni si riferiscono, ad esempio: per le occupazioni di segatore, segantino, termini che vengono spesso usati l’uno per l’altro, occorre specificare se di legno, di marmo, di fieno; e così per il tornitore, se di legno o metallo, per il verniciatore, se in edilizia o di navi o di mostre etc.; per lo sbozzatore, se di pietra o in legno.

Per gli impiegati, si specificherà in quali aziende, amministrazioni pubbliche o private o commerciali siano addetti; per i sacerdoti dovrà indicarsi se dediti all’insegnamento o ad altra professione od occupazione e se con cura di anime.

Per coloro che sono addetti ai trasporti, si indicherà se in servizio pubblico o privato.
Per i macchinisti e per i fuochisti, si dirà se addetti alla navigazione o ad uno stabilimento o alle ferrovie.

Per i manovali, si specificherà se addetti alle ferrovie o all’edilizia etc.
Inoltre:
1) per le persone dedite all’agricoltura, si dovrà specificare se coltivano terreno proprio o altrui; ed in questo caso, se affittuari, coloni o mezzadri, enfiteuti, braccianti etc.;

2) per le donne, che attendono alle cure domestiche, basta indicare questa occupazione. Se vivono di reddito proprio, saranno, invece, designate come proprietarie o capitaliste o pensionate;

3) per coloro che esercitano un mestiere girovago, è necessario farlo espressamente risultare.
Qualora si tratti di individui che non abbiano alcuna professione od occupazione.
e cioè nel caso:

a) di persona che vive di rendita, se ne farà espressa menzione, distinguendo se proprietario, capitalista o pensionato;

b) di ozioso o vagabondo, lo si indicherà espressamente;

e) di reclusi o di ricoverati, lo si indicherà pure espressamente.

Nel caso, poi, di persona temporaneamente disoccupata, si segnerà tale notizia, aggiungendo la sua occupazione o professione abituale.

Condizione. La condizione personale dell’iscritto nell’occupazione o professione, e cioè la sua qualità di padrone, di artigiano, di dirigente, oppure quella di dipendente (commesso, garzone, operaio o bracciante etc.), deve essere sempre indicata sotto la notizia circa l’occupazione o la professione (art. 32 Istr).


L) Condizione personale dell’iscritto. Forma del procedimento

Tutte le notizie della rubrica 6 si riferiscono al tempo in cui la decisione, segnata sulla scheda, venne proferita.

Si fa menzione se l’iscritto sia stato presente nel procedimento, in qualunque condizione, o se latitante o se contumace; si indicherà con le parole abbreviate «assente legitt.» l’imputato che abbia ottenuto che il dibattimento avvenga in sua assenza, a norma del primo capoverso dell’art. 488 c.p.p.

Nella rubrica «annotazioni» delle schede concernenti decisioni di condanna pronunciate in confronto di contumaci, occorrerà indicare la data della notificazione della sentenza contumaciale, divenuta irrevocabile.

Se trattasi di decisione pronunciata e l’imputato sia comparso, anche spontaneamente alla relativa richiesta si segna: «presente».

Ove, invece, l’imputato non sia affatto comparso, né, d’altra parte, sia stato emesso contro di lui alcun mandato od ordine, si segna: «non emesso alcun mandato od ordine», a seconda dei casi.

Segue l’indicazione dello stato personale, in cui l’iscritto si trovò cioè se detenuto, o scarcerato, o in istato di libertà provvisoria, o libero, sempre riferendo tale stato al momento in cui venne pronunciata la decisione.

Quanto alla forma del procedimento, si segna: «indagine preliminare», se si tratta di decisione pronunziata dal G.I.P. e con la formula abbreviata «presentaz. imp. all’udienza», nel caso di presentazione dell’imputato all’udienza, a norma degli articoli del Codice di procedura penale (art. 34 Istr.).


M) Titolo del reato. Tentativo, continuazione, concorso di più persone

Il titolo del reato deve segnai-si con la denominazione giuridica usuale risultante dalla relativa disposizione di legge; per i reati preveduti nel Codice penale si userà la definizione che trovasi scritta in testa ad ogni articolo e nell’indice ufficiale.

Il titolo del reato da indicarsi è quello ritenuto nel dispositivo della decisione, e non quello indicato nel capo d’imputazione; solo dovrà desumersi il titolo del reato dal capo d’imputazione. quando il dispositivo si richiami al medesimo avendo cura di aggiungere, se del caso, nelle rubriche apposite le circostanze che, secondo il dispositivo, in parte aggravano od attenuano il reato attribuito nel capo d’imputazione.

Il titolo del reato sarà sempre seguito dall’indicazione dei relativi articoli di legge. Sotto al titolo del reato si segnerà se il medesimo sia tentato, continuato o commesso in concorso di più persone; indi si indicherà la data, il Comune e la Provincia in cui è stato commesso; qualora si tratti di reato continuate o permanente, s’indicherà la data in cui cessata la continuazione e la permanenza (art. 6 R.D. n. 778/1931).

 

N) Circostanze aggravanti, attenuanti, diminuenti e recidiva

Riguardo alle circostanze aggravanti ed attenuanti comuni, menzionate negli arti. 61 e 62 c.p., qualora non sia possibile riassumerle con una breve definizione, tratta dalle parole stesse della legge, come, ad esempio, motivi abbietti o futili; sevizie o crudeltà, ovvero danno patrimoniale rilevante, reato commesso contro un pubblico ufficiale, reato commesso con abuso di autorità etc., sarà sufficiente indicare circostanza aggravante o attenuante comune, seguita dall’articolo e numero relativo.

Le circostanze aggravanti o attenuanti comuni suaccennate non vanno segnate quando siano elementi costitutivi del reato; se, invece, costituiscono aggravanti, o attenuanti speciali, dovranno essere segnate come tali.

Qualora il concorso di più persone si stato considerato come circostanza aggravante o attenuante, se ne dovrà far menzione anche fra le aggravanti od attenuanti.
Pure le circostanze aggravanti o attenuanti speciali, dovranno essere definite con la loro più breve denominazione giuridica, tratta dal Codice penale; quando ciò non sia possibile, sarà sufficiente la citazione della relativa disposizione applicata. Per i reati più gravi o più frequenti, come per l’omicidio volontario o preterintenzionale, per le lesioni personali ed il furto, si avrà la massima cura nell’indicare le varie circostanze che abbiano accompagnato il delitto, ed in specie quelle menzionate negli arti. 576, 577, 583, 585 e 625 c.p.

Le cause diminuenti saranno indicate specificatamente nel modo seguente: vizio parziale di mente, art. 89 c.p.; ubriachezza involontaria o ubriachezza colposa, art. 93 c.p.; fatto commesso sotto l’azione di sostanze stupefacenti, art. 93 c.p.; ovvero in stato di cronica intossicazione, artt. 89 e 95 c.p.; sordomutismo, art. 96 c.p.; minore degli anni 18, art. 98 c.p.
Nelle schede concernenti sentenze di proscioglimento sono comprese anche le circostanze escludenti, ed anche per queste valgono le istruzioni già date per le altre circostanze.

La recidiva viene controdistinta con la citazione esatta della relativa disposizione del Codice penale applicata.

Ad esempio:

Art. 99 prima parte c.p.;

Art. 99 primo capoverso, n. 1, ed art. 101 c.p.;

Art. 99 pnmo capoverso, n. 2. c.p.;

Art. 99 primo capoverso, n. 3. c.p.;

Art. 99 secondo capoverso, c.p.;

Art. 99 terzo capoVerso, c.p.

(art. 36 Istr.).


O) Dispositivo

Il dispositivo deve essere segnato con la corrispondente formula legale, desunta dalla sentenza, e cioè: non luogo a procedere (nell’udienza preliminare); non doversi procedere o assoluzione, a seconda dei casi (giudizio) e per i giudi7.i della Corte di Cassazione con quella di annullamento senza rinvio.

Occorre avvertire che anche nel giudizio è adottata la formula di non doversi procedere, quando la causa del proscioglimento sia per concessione del perdono giudiziale, ovvero quando il proscioglimento sia determinato da causa estintiva del reato o per la quale è impedita l’azione penale (art. 529 c.p.p.).

Di seguito alla formula di proscioglimento sarà enunciata la causa che sarà desunta dal dispositivo della sentenza e dovrà in ogni caso corrispondere ad una di quelle
menzionate negli articoli del Codice di procedura penale.

Nel caso di condanna dovrà indicarsi la specie di pena inflitta e cioè dell’ergastolo, della reclusione, della multa, dell’arresto e dell’ammenda (31) (32).

Qualora il giudice di appello abbia rigettato il gravame, confermando la decisione di primo grado, dovrà essere riportato il dispositivo delta decisione confermata.

Di seguito al dispositivo occorrerà segnare, nella scheda concernente proscioglimento, le misure di sicurezza che siano state applicate, revocate o sostituite, e le pene accessorie che siano state revocate, indicando il provvedimento col quale furono applicate provvisoriamente.
Nelle schede concernenti decisioni di condanna occorrerà segnare, quando sia il caso, se il condannato sia stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale o delinquente per tendenza; indi saranno segnate le misure di sicurezza che siano state applicate, sia per effetto di siffatta dichiarazione, sia per virtù di particolare disposizione di legge o in conseguenza della specie e durata della pena inflitta.

Nella stessa rubrica si farà menzione della revoca o modificazione delle misure di sicurezza in precedenza applicate provvisoriamente.

È indispensabile che per ogni notizia compresa nella presente istruzione siano indicati gli articoli di legge applicati, avendo cura che ogni citazione sia fatta in modo chiaro e ben distinta dalle altre. Si citerà prima l’articolo per la parte od il capoverso, cd infine il numero, se occorra; il Codice penale sarà indicato con le iniziali c.p.; il Codice di procedura penale con le iniziali c.p.p.; la legge di pubblica sicurezza con le iniziali l.p.s.; i regolamenti saranno indicati con reg., i decreti con d.; per le leggi speciali sarà indicata anche la data (art. 37 lstr.).


P) Quando nelle rubriche debba segnarsi «Ipotesi esclusa»

Quando il caso, previsto in alcune rubriche della scheda, non si è verificato nella rubrica stessa, in luogo della notizia, si deve segnare: «Ipotesi esclusa»; e cioè, quando il reato non sia continuato, né sia stato commesso in concorso di più persone; quando non sia accompagnato da alcuna circostanza aggravante o attenuante o diminuente e non sia stata ritenuta la recidiva; quando non sia stato conceduto il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato; quando non abbia avuto luogo la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato o di tendenza a delinquere, ovvero non siano state applicate misure di sicurezza, ed infine con la stessa sentenza non sia stato provveduto alla determinazione della pena risultante dal concorso di più pene od all’applicazione dell’indulto.

Nel riempire le varie rubriche esistenti nella scheda sino alla sottoscrizione del funzionario compilatore, l’uso della formula «ipotesi esclusa» non è consentito altro che nei casi suaccennati; negli altri casi ogni domanda contenuta nella rubrica deve avere una risposta concreta; soltanto eccezionalmente, quando al momento della formazione della scheda, la notizia relativa ad una determinata rubrica non sia conosciuta, ma sia stata richiesta, il funzionario compilatore segnerà con la matita nella rubrica stessa «richiesta» e si affretterà poi a comunicare la notizia suddetta, non appena pervenuta, al casellario locale, ove già ha trasmessa la scheda per il suo collocamento. Qualora poi le indagini per l’accertamento di una notizia non abbiano avuto alcun risultato e si abbia a presumere che ogni ulteriore ricerca abbia a riuscire infruttuosa, s’indicherà nella relativa rubrica «non risulta» (art. 42 Istr)

 

Q) Rubrica «Annotazioni»

Il funzionario che procede alla compilazione della scheda, dovrà segnare nella rubrica «annotazioni», quando ne ricorra il caso:

1)    la menzione che si tratta di cittadino italiano nato all’estero, di cittadino straniero o di straniero che abbia ottenuto la cittadinanza italiana o di cittadino italiano che abbia perduta la cittadinanza originaria (istruzione n. 28 approvato con D.M. 6-10 1931);

2)    la menzione che si tratta di straniero nato in Italia o di cittadino italiano che ha perduta la cittadinanza originaria, e che venne compilata e trasmessa la scheda di richiamo al casellario presso il Tribunale di Roma (istruzione n. 29);

3)    la menzione della data del provvedimento e dell’Autorità giudiziaria che ha dichiarato inammissibile il gravame, ovvero della data della sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile o rigettato il ricorso ovvero la menzione della data e dell’Autorità giudiziaria, che ha pronunciato la sentenza impugnata e che la medesima è stata confermata, modificata o annullata senza rinvio (istruzione n. 33 terzo capoverso);

4)    la menzione della rettifica della pena, eseguita dalla Corte di Cassazione, quando nel rigettare il ricorso abbia rettificato la specie e la quantità della pena stessa (istruzione n. 33, quarto capoverso):

5)    la menzione che per la medesima persona e per il medesimo fatto fu compilata una precedente scheda (indicando la data, l’Autorità giudiziaria e il tenore della decisione, cui la detta scheda si riferisce), sia nelle ipotesi previste nell’istruzione n. 33, capoverso quinto, sia in tutti gli altri casi in cui sia compilata una nuova scheda che debba sostituirne altra, già collocata nel casellario giudiziale e relativa a precedente decisione;

6)    se già condannato in precedenza oppure no, da segnarsi soltanto nel modello 13, destinato al casellario locale (2° e 3° capoverso dell’istruzione n. 45);

7)    la data della morte dell’iscritto, conosciuta prima della spedizione dell’esemplare modello A della scheda (istruzione n. 14 penultimo ed ultimo capoverso);

8)    la data di notificazione della sentenza contumaciale divenuta irrevocabile (istruzione n. 46).


10. ADEMPIMENTI DEI CASELLARI LOCALI

 

Nel caso di trasmissione per via telematica, i casellari locali riceventi provvedono con cadenza giornaliera ad individuare e stampare le nuove decisioni inserite nell’archivio informatico del proprio ufficio, nonché a stampare i certificati di controllo delle decisioni immesse, al fine di verificare la regolarità dei dati trasmessi. Se sono riscontarti errori, questi devono essere segnalati all’ufficio trasmittente per le opportune rettificazioni.

Una volta approvati, i dati trasmessi vengono stampati su apposite schede, su ciascuna delle quali in maniera automatica risulta la seguente dicitura «DATI ESTRATTI AI SENSI DEL D.M. 10-1 1-1999 E CERTIFICABILI DAL (data), OPERATORE (con indicazione automatica del nominativo)». Tale attestazione viene sottoscritta dal responsabile del casellario.
Se la trasmissione delle notizie è avvenuta mediante schede, il responsabile del casellario, sulla scorta dei riferimenti riportati nella nota di accompagnamento (Mod. 30: vedi allegato B in appendice al capitolo), ne riscontra il numero; quindi ne accerta la regolarità e verifica se non riguardino persone nate in altro circondano. Tali operazioni devono compiersi nel giorno stesso dell’arrivo delle schede. Qualora si ravvisi irregolarità nella compilazione o trasmissione delle schede, ovvero l’omissione in esse di notizie essenziali, è necessario restituire le stesse al mittente, perché secondo i casi siano nuovamente compilate, o trasmesse al casellario competente, o ancora completate nei dati mancanti.

In un caso o nell’altro, le schede, ricevute ovvero ottenute mediante stampa, sono collocate e conservate nell’archivio cartaceo (vedi in fra) dopo essere state registrate nel repertorio alfabetico di controlleria.

Per la registrazione delle schede si segue la numerazione progressiva annuale, distintamente per ciascuna lettera ed anche per ciascuna sillaba iniziale (art. 57 Istruz.). Si avrà cura di annotare il numero progressivo delle schede concernenti la medesima persona, con richiamo dell’ultima iscrizione precedente eseguita allo stesso nome.

Nell’apposita rubrica della scheda registrata, si dovrà annotare il numero del repertorio alfabetico di controlleria, la data in cui la persona iscritta compierà ottanta anni, la data in cui scade il termine della sospensione condizionale della pena, tenendosi conto che detto termine decorre dal giorno in cui la sentenza o il decreto penale di condanna è divenuto irrevocabile.


11. COLLOCAMENTO DELLE SCHEDE


Il collocamento delle schede nelle caselle (c.d. incasellamento) dovrà effettuarsi nel giorno stesso della registrazione, o al più tardi nel giorno successivo; ma se perviene una ingente quantità di schede, l’incasellamento potrà avvenire nelle 48 ore successive all’arrivo.

In tal caso è buona norma ordinare per ordine alfabetico le schede stesse, per modo che possano essere tenute presenti nelle ricerche per il rilascio dei certificati.

Le schede sono collocate verticalmente ed in ordine alfabetico (33), sia riguardo alle lettere iniziali, sia riguardo alle ulteriori lettere componenti il cognome ed il nome.

Qualora, all’atto del collocamento, si rinvengano altre schede al nome della stessa persona, esse saranno riunite in apposita copertina, (Mod. II), sul cui frontespizio le schede, così riunite, saranno elencate secondo l’ordine di data e le relative decisioni.

Nel collocare una scheda, si dovrà verificare attentamente se, esistendo altre schede intestate a cognomi molto simili, non si sia incorso in qualche errore nelle schede preesistenti o in quelle sopravvenute.

Qualora, sebbene nella rubrica «Annotazioni» della scheda da collocare risulti che l’iscritto sia stato altre volte condannato, non si rinvengono i precedenti stessi, nonostante accurate ricerche, il segretario dovrà informarne il Procuratore, il quale contemporaneamente alle ricerche e ai provvedimenti disporrà che al posto delle schede mancanti, sia provvisoriamente collocata copia del certificato penale.


12. SCHEDA DI RICHIAMO


Nei casi che sono di seguito specificati, di soggetti che hanno o abbiano avuto più nomi, oltre alla scheda prescritta deve essere compilata, per uso del solo casellario locale ed alfine di facilitare le ricerche, la scheda di richiamo (Mod. 10: v. allegato «C» in appendice al capitolo), intestandola come segue:

a)     col cognome del marito, per le donne maritate o vedove;

b)     col cognome seguito dal nome diverso dal primo oppure dal soprannome o pseudonimo, quando il condannato è conosciuto con un nome diverso da quello segnato per primo nell’atto di nascita oppure con un soprannome o pseudonimo;

c)     con i cognomi successivi al primo, per coloro che hanno più cognomi;

d)    col cognome originario, per i cittadini delle province annesse aventi il cognome originario restituito o ridotto in forma italiana;

e)     con le generalità precedenti, per coloro che abbiano mutato cognome in seguito a giudizio di stato od a rettifica degli atti dello stato civile;

f)      col cognome precedente, per coloro che abbiano mutato cognome in seguito a riconoscimento o ad adozione;

g)     col cognome precedente o con quello aggiunto, per coloro che abbiano ottenuto il cambiamento del cognome in seguito a decreto presidenziale o l’aggiunta di altro cognome in seguito ad adozione.

Per coloro il cui cognome è preceduto da una particella, non è prescritta ma è consigliabile la compilazione della scheda di richiamo da intestarsi col cognome senza la particella.

 

13. FOGLI COMPLEMENTARI (34)


I fogli complementari servono per comunicare al casellario locale notizie che modificano o integrano quelle precedentemente annotate sulle schede e provvedimenti riguardanti iscrizioni già esistenti.

Mediante i fogli complementari si comunicano;

a) in materia penale:

   i provvedimenti concernenti l’esecuzione delle pene accessorie, che conseguono a una condanna. La notizia delle pene accessorie, che conseguono ad una condanna, è comunicata col Mod. 17 ed è annotata nella rubrica 7 della scheda;

   i provvedimenti di amnistia, indulto, grazia, liberazione condizionale, remissione di querela. Qualora la pena detentiva non sia stata scontata o la pena pecuniaria non sia stata pagata, in tutto o in parte, per amnistia, indulto, grazia, liberazione condizionale, remissione di querela o per altra causa estintiva della pena, se ne darà comunicazione col modello 16 (v. allegato «D» in appendice al capitolo). Se si tratta di amnistia, indulto o grazia condizionale, si indicheranno i termini, le condizioni e gli obblighi imposti. Le stesse notizie saranno indicate per la liberazione condizionale.

   Se con la grazia si sia soltanto commutata la pena, si deve indicare anche la nuova pena da scontare. Tali notizie saranno annotate nella rubrica 10 della scheda salvo che si tratti di commutazione della pena, che sarà segnata nella rubrica «Annotazioni»;

   i decessi di persone detenute o accertati in occasione dell’esecuzione dell’ordine di carcerazione. Sono comunicati con il modello n. IS dalle direzioni degli istituti di prevenzione e di pena quando si riferiscono a persone detenute; se il decesso è accertato in occasione dell’esecuzione dell’ordine di carcerazione o nel corso delle pratiche relative al pagamento delle pene pecuniarie, la comunicazione spetta al funzionario presso il Magistrato incaricato dell’esecuzione. Quando perviene al Casellario Giudiziale il foglio complementare relativo al decesso di un iscritto si deve provvedere all’eliminazione della scheda nelle forme prescritte dall’art. 112 ss. istr.;

   i provvedimenti di revoca della sospensione condizionale della pena, della non menzione della condanna nei certificati del casellario a richiesta di privati e della liberazione condizionale, dell’indulto e della grazia condizionale. Per la comunicazione delle relative ordinanze sarà usato il Mod. 19, e le notizie saranno segnate nella rubrica 11;

   i provvedimenti con cui viene concessa o revocata la riabilitazione. Per i provvedimenti relativi è compilato il Mod. 21 e ne è fatta annotazione nella rubrica 12 della scheda: se si tratta di estinzione delle incapacità giuridiche perpetue, derivanti da sentenze di proscioglimento, ne sarà preso nota nella rubrica 8 della relativa scheda Mod. 12;

   le ordinanze di correzione di errori materiali o di rettificazione. Delle ordinanze relative è data comunicazione col Mod. 23: le rettificazioni e le correzioni disposte sono eseguite sulle corrispondenti schede e nella rubrica «Annotazioni» è fatta menzione dell’ordinanza e della data dell’adempimento (v. allegato «E» in appendice al capitolo);

   i provvedimenti con cui si determina la pena da espiarsi nel caso di concorso di pene. La pena da scontare, in osservanza delle norme sul concorso delle pene, è comunicata col Mod. 18 ed è trascritta nella rubrica 8 della scheda;

   il pagamento della pena pecuniaria o la sua conversione. Il modello da utilizzare è il 13;

   la revoca o modificazione di pene accessorie applicate provvisoriamente o le misure di sicurezza. Deve essere compilato in ogni caso il Mod. 20, anche quando il provvedimento sia contenuto in sentenza per la quale formare la scheda. Ne sarà intanto presa nota nella rubrica 5 della relativa scheda Mod. 4 (B);

   la pluralità di condanne: allorquando contro una stessa persona e per il medesimo fatto siano state pronunciate più sentenze di condanna, l’ordinanza della Corte di Cassazione che stabilisce quale è la condanna che deve essere eseguita va comunicata col Mod. 22; ne deve essere presa nota nella rubrica «Annotazione» della scheda relativa alla condanna da eseguirsi e le schede, relative alle altre condanne concernenti la stessa persona e lo stesso fatto, devono essere eliminate;

   il riconoscimento di sentenza penale straniera. Deve essere comunicato col Mod. 24 e ne deve essere presa nota nella rubrica «Annotazioni» della scheda concernente la sentenza straniera riconosciuta;

   la menzione del luogo e del tempo in cui la pena detentiva fu scontata. Per siffatta comunicazione è da adottarsi il Mod. 12. Qualora la pena scontata risulti dal concorso di più pene, si indicheranno le varie sentenze relative. La notizia, a cura del casellario locale, è annotata nella rubrica 9 della relativa scheda;

b) in materia civile:

   la revoca delle sentenze di interdizione o di inabilitazione. Ne è data notizia col Mod. 25 ed è trascritta nella rubrica 5 delle relative schede civili;

c) in materia commerciale:

   le sentenze di omologazione del concordato e i provvedimenti che revocano il fallimento o riabilitano il fallito. I provvedimenti concernenti gli argomenti su menzionati sono comunicati col Mod. 27 e sono annotati nelle apposite rubriche delle schede fallimentari (v. allegato «F» in appendice al capitolo). La revoca del fallimento e la cancellazione dall’albo dei falliti, concesse con la sentenza di omologazione del concordato, non devono essere annotate sulla scheda quando viene comunicata la decisione suddetta, ma quando perviene al Casellario il foglio complementare, concernente la sentenza che ha accertato il completo adempimento degli obblighi assunti dal fallito con il concordato stesso.
La cancellazione dall’albo dei falliti, nella rubrica 6 delle schede concernenti i piccoli fallimenti, viene segnata quando pervenga al casellario la comunicazione della sentenza che ha accertato l’integrale pagamento dei debiti ed ha conceduto, nel tempo stesso, il beneficio suddetto.

In tutti i casi, in cui si debba comunicare al Casellario locale una notizia o l’emissione di un provvedimento, che riguardi una iscrizione già esistente e per siffatta partecipazione non sia stato predisposto un modello «peciale», sarà usato il Mod. 28. Fatta menzione nella colonna «Annotazione» dei registri degli uffici stessi, accanto alla notizia del provvedimento cui si riferiscono.


14. COMPETENZA PER LA COMPILAZIONE

 DEI FOGLI COMPLEMENTARI


La compilazione dei fogli complementari deve essere eseguita appena si verificano i casi sopra indicati, ovvero sono divenuti irrevocabili le sentenze o i provvedimenti relativi.

I fogli complementari devono essere, invece, compilati immediatamente dopo l’emissione della sentenza o del provvedimento, qualora sia stata ordinata la cessazione di misure di sicurezza o di pene accessorie applicate provvisoriamente.

Prima di procedere alla spedizione dei fogli complementari, è presa nota della loro compilazione nel registro generale. Qualora i fogli complementari siano stati compilati da altri uffici, della loro formazione sarà fatta menzione nella colonna «Annotazioni» dei registri degli uffici stessi, accanto alla notizia del provvedimento cui si riferiscono.
La compilazione dei fogli complementari spetta al cancelliere o ad altro funzionario, avente attribuzioni equivalenti presso l’Autorità giudiziaria, ordinaria o speciale, che ha emesso la sentenza o il provvedimento (35); spetta, invece, alle direzioni degli istituti di prevenzione e pena, se i fogli complementari riguardano la menzione del luogo e del tempo in cui la pena detentiva è stata scontata.

I fogli complementari, senza indugio (36), devono essere inviati al casellario locale competente, con nota di accompagnamento.

Il funzionario o collaboratore di cancelleria addetto controlla, nel momento in cui gli pervengono, i fogli complementari (numero dì essi, regolarità nella compilazione, completezza di notizie etc.) e, quindi, ne cura la registrazione (sarà anche indicata la data di arrivo) nella colonna 13 del registro alfabetico di controlleria e l’annotazione sulle schede.

Le anzidette operazioni devono esaurirsi nel giorno stesso e, in casi eccezionali, nel giorno successivo a quello dell’arrivo dei fogli complementari (art. 88 Istruz.).

Una volta provveduto alle predette operazioni ed all’inserimento dei dati nel sistema informativo automatizzato, i fogli complementari devono essere acquisiti e conservati presso i casellari locali, non essendo più richiesto il loro invio al Casellario centrale (in tal senso, la citata circolare ministeriale n. 1115/2000).

 

15. LE DIVERSE SPECIE DEI CERTIFICATI DEL CASELLARIO


La materia dei certificati a richiesta dell’interessato è attualmente regolata dall’art. 689 del c.p.p., nel testo Sostituito dall’art. 33 D.Lgs. 14-1-1991, n. 12 (37).

L’ufficio del casellario può rilasciare al privato tre tipi di certificati:

a)      certificato generale (v. allegato G in appendice al capitolo) che comprende tutte le iscrizioni risultanti al nome del richiedente in materia penale, civile ed amministrativa con esclusione delle iscrizioni previste dal 2° comma lett. a) dell’art. 689 e riguardanti:

1)      le condanne delle quali è stata ordinata la non menzione nel certificato, ai sensi dell’art. 175 c.p., purché il beneficio non sia stato revocato;

2)      le condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda (38) e quelle per reati estinti a norma dell’art. 167, 10 comma, c.p.  (quando nei termini stabiliti non è commesso un delitto o una contravvenzione della stessa indole);

3)      le condanne per i reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’art. 556 c.p. (annullamento del primo matrimonio ovvero annullamento del secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia);

4)      le condanne per le quali è stata definitivamente applicata l’amnistia e condanne per le quali è stata dichiarata la riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata;

5)      le sentenze con le quali è applicata la pena su richiesta (39) (art.
445 c.p.p.) e sentenze che hanno dichiarato estinto il reato per applicazione di sanzione sostitutiva su richiesta dell’imputato;

6)      le condanne per Fatti che la legge ha cessato di considerare come reati, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;

7)      i provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere (art. 425 c.p.p.), quando le misure sono state revocate;

8)      i provvedimenti che hanno disposto l’interdizione o l’inabilitazione quando queste siano state revocate;

9)      i provvedimenti concernenti il fallimento quando il fallito è stato riabilitato;

b)     certificato penale (v. allegato H in appendice al capitolo) (40) nel quale sono riportate, ai sensi dell’art. 689, 2° comma, lett. b), nella materia penale, solo le iscrizioni relative a precedenti penali e, cioè:

1)      le sentenze di condanna divenute irrevocabili;

2)      le sentenze di non luogo a procedere nell’udienza preliminare e quelle di proscioglimento pronunciate in giudizio;

3)      i provvedimenti con i quali il condannato è dichiarato delinquente abituale o professionale.

Non si iscrivono nel certificato penale:

1)      le condanne delle quali è stata ordinata la non menzione nel certificato, ai sensi dell’art. 175 c.p., purché il beneficio non sia stato revocato;

2)      le condanne per contravvenzioni punibili con la sola pena pecuniaria e quelle per reati estinti a norma dell’art. 167, 1° comma c.p. (quando nei termini stabiliti non è commesso un delitto o una contravvenzione della stessa indole);

3)      le condanne per i reati per i quali si sia verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’art. 556 c.p. (reato di bigamia);

4)      le condanne per le quali è stata definitivamente applicata l’amnistia e condanne per le quali è stata dichiarata la riabilitazione
senza che questa sia stata in seguito revocata;

5)      le sentenze con le quali è applicata la pena su richiesta, ex art.
445 c.p.p., le sentenze che hanno dichiarato estinto il reato per applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell’imputato, nonché i decreti penali di condanna (41);

6)      le condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare come reati quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;

7)      i provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a sentenze di proscioglimento e di non luogo a procedere (art. 425 c.p.p.), quando le misure sono state revocate;

8)      le sentenze passate in giudicato che hanno pronunciato l’interdizione, l’inabilitazione e i provvedimenti che le revocano;

9)      le sentenze dichiarative di fallimento;

10) le sentenze di omologazione del concordato fallimentare e quelle che hanno dichiarato la riabilitazione del fallito;

11) i decreti che dichiarano chiuso il fallimento;

12) i provvedimenti relativi alla perdita o alla revoca della cittadinanza e all’espulsione dello straniero.

Nei certificati del casellario giudiziale rilasciati a richiesta degli interessati, a norma dell’art. 689 c.p.p., non sono riportate altresì le iscrizioni relative alle sentenze emesse dal giudice di pace (art. 45, D.Lgs. 28-8-2000, n. 274) e quelle emesse da altro giudice nei casi in cui sia chiamato a decidere in ordine a reati di competenza del primo (artt. 6, 39, 63 e 64, D.Lgs. n. 274/2000) (42).

c)     certificato civile (v. allegato I in appendice al capitolo) nel quale sono riportate le iscrizioni relative a procedimenti di natura esclusivamente civile nonché quelli concernenti le pene accessorie portanti limitazioni alla capacità civile del condannato, ai sensi dell’art. 689, 2° comma, lett. c), quali:

1)      le sentenze che hanno pronunciato l’interdizione o l’inabilitazione;

2)      le sentenze con le quali l’imprenditore è stato dichiarato fallito;

3)      le sentenze di omologazione del concordato fallimentare;

4)      le sentenze che revocano il fallimento o dichiarano la riabilitazione del fallito;

5)      i decreti di chiusura del fallimento;

6)      i provvedimenti amministrativi riguardanti la perdita o la revoca della cittadinanza e l’espulsione dello straniero nonché quelle relative all’interdizione legale;

7)      i provvedimenti concernenti le pene accessorie portanti limitazioni alla capacità del condannato (interdizione legale).

Nel certificato civile non si iscrivono:

1)     i provvedimenti di interdizione o di inabilitazione quando sono stati revocati;

2)     i provvedimenti riguardanti il fallimento, quando il fallito è stato riabilitato con sentenza definitiva.

 

16. I CERTIFICATI DEL CASELLARIO GIUDIZIALE.

SOGGETTI CHE NE HANNO DIRITTO E

SOGGETTI CHE NE HANNO FACOLTÀ (43)


Il nuovo codice di procedura penale ha, in più punti, ritoccata la materia dei certificati del casellario giudiziale.

L’art. 688 c.p.p. ha tassativamente attribuito il diritto ad ottenere il certificato di tutte le iscrizioni a nome di una determinata persona:

1)      agli organi aventi giurisdizione penale, per ragioni di giustizia penale;

2)     a tutte le amministrazioni pubbliche ed enti incaricati di pubblici servizi (44), per ragioni funzionali e cioè quando il certificato è necessario per provvedere ad un atto delle loro funzioni, in relazione alla persona a cui esso si riferisce (ari. 688, 1° comma, c.p.p.);

3)      la persona alla quale le iscrizioni si riferiscono.

È stata, invece, riconosciuta la facoltà di richiedere il certificato penale generale al:

1)      Pubblico Ministero, per ragioni di giustizia penale, ma solo limitatamente alle persone sottoposte alle indagini, all’imputato od al condannato;

2)      Pubblico Ministero e difensore relativamente e limitatamente alla persona offesa dal reato o testimone, ai fini del giudizio sulla sua personalità, previa autorizzazione del giudice procedente.

Non va trascurato il rilievo che nei certificati spediti per ragioni elettorali non si deve fare menzione di condanne odi altri procedimenti che non hanno influenza sul diritto elettorale (A tal fine e per la necessaria iscrizione nelle liste elettorali cfr. Circ. 3-1-1990 Dir. Gen. AA.PP. Casellario Giudiziale Centrale).

A tale proposito merita di essere segnalata la previsione dell’art. 195 delle norme di attuazione al codice di procedura penale, secondo la quale «il certificato spedito per ragioni di elettorato può essere richiesto anche da una persona diversa da quella alla quale le iscrizioni del casellario si riferiscono. Nella domanda deve essere specificato il legittimo interesse del richiedente».

 

17. RICHIESTA PER IL RILASCIO DEI CERTIFICATI.

MODALITÀ DELLA RICHIESTA


TI privato cittadino ha pieno diritto di ottenere i certificati relativi alla propria posizione, senza dover motivare la propria istanza (45) (art. 689 c.p.p.) non avendo alcuna rilevanza giuridica; l’istanza ha invece, rilevanza solo fiscale.

Pretendere da parte del funzionario addetto all’ufficio del casellario.
L’indicazione dei motivi costituisce eccesso di potere ed atto illegittimo.

Il privato non può però direttamente richiedere il rilascio del certificato riguardante un’altra persona per produzione in giudizio, ovvero per ragioni di assunzione, impieghi servizi o lavori.
I privati, i quali hanno interesse ad ottenere il certificato del casellario giudiziale devono fare domanda scritta in carta semplice (46), diretta al dirigente la segreteria della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario della città sede del casellario, nella quale l’istante si trova (47) indipendentemente dal luogo di nascita della persona cui si riferisce (art. 10 della L. 2 1-2-1989, n. 99 sulle «Nuove norme per la semplificazione della riscossione dei diritti di cancelleria»).

A norma degli artt. 31, D.Lgs. 28-8-2000, n. 274, e 20, D.M. (Giustizia) 6-4-2001, n. 204, i certificati del casellario possono essere richiesti e ritirati presso la cancelleria del giudice di pace: si è tuttavia in attesa di un ulteriore decreto ministeriale che dovrà disciplinare le relative attività da parte della cancelleria.

L’interessato deve indicare nella richiesta: nome e cognome, data e luogo di nascita nonché il luogo di residenza.

In calce all’istanza il dirigente la Procura della Repubblica appone l’autorizzazione al rilascio.

Allo scopo di impedire che richieste siano fatte da persone non legittimate, all’istanza deve essere allegato in originale od in copia l’atto di nascita oppure un certificato o un documento di identificazione non scaduto (ad esempio: passaporto, tessera postale, carta di identità, certificato anagrafico etc.) pure in carta semplice.

Detto documento sarà restituito al richiedente insieme al certificato, salvo che non ricorrano speciali motivi per trattenerlo.

Non è superfluo ribadire che, mentre il certificato elettorale può essere richiesto anche da altra persona diversa da quella alla quale il certificato si riferisce, il certificato dei privati può essere richiesto solo dalla persona interessata; clic mentre il privato non deve motivare la domanda, nella richiesta del certificato elettorale deve essere indicato il motivo e dimostrato l’interesse.

Il certificato del casellario, oltre che personalmente, può essere richiesto anche per mezzo del servizio postale — per corrispondenza o per mezzo di altra persona a ciò delegata. In questi casi però occorre allegare la copia del documento di identità.

La persona delegata dovrà esibire i documenti necessari ad attestare la sua identità personale e dovrà, a sua volta, sottoscrivere la domanda stessa indicando anche il domicilio.
La richiesta del privato deve contenere tutte le indicazioni anagrafiche e luogo di nascita.

La richiesta dei certificati e i relativi documenti che mori siano stati restituiti, debbono essere conservati nell’ufficio del casellario giudiziale, in ordine alfabetico, per cinque anni dalla data della richiesta.

Il certificato deve essere rilasciato o spedito al richiedente nelle quarantotto ore dal ricevimento della richiesta.

Se nel casellario al nome del richiedente non risulta alcuna iscrizione ovvero risultano iscrizioni che per legge non devono essere trascritte, sul certificato si appone l’annotazione «NULLA» (v. allegati G, H, I in appendice al capitolo). Altrimenti nel certificato si riportano tutte le iscrizioni risultanti dal casellario che debbono essere sottoposte alla firma del cancelliere.

Il richiedente può ottenere il rilascio del certificato anche «a vista», immediatamente all’atto della domanda e, comunque, nella stessa giornata della richiesta pagando un ulteriore diritto di cancelleria, c.d. diritto di urgenza la cui marca verrà apposta sul certificato ed annullata con il sigillo d’ufficio.

Di ogni spedizione di certificato penale è presa nota in apposito registro (48).
 

18. NORME FISCALI

 

Il costo dei certificati varia a seconda che venga richiesto il rilascio del certificato generale, civile o penale.

I certificati penali rilasciati a richiesta dei privati sono esenti dall’imposta di bollo in virtù dell’art. 29 della tariffa allegato A ammessa al D.P.R. 26-10-1972, n. 642.

I certificati del casellario generali e civili invece vengono rilasciati su speciale foglio e sono assoggettati ad una imposta di bollo da euro 10,33, imposta che viene scontata mediante applicazione di apposite marche sull’originale certificato; mentre le istanze, come abbiamo già avuto modo di dire, sono esenti da bollo.

Alla stessa imposta di bollo sono soggetti i certificati richiesti per uso lavoro.

Sono rilasciati in carta semplice i certificati per uso lavoro dipendente o semplicemente per uso lavoro (per uso lavoro solo quando è dimostrata l’indigenza del richiedente), per uso emigrazione, per uso adozione, per iscrizione nelle liste di collocamento presso gli uffici del lavoro e della massima occupazione etc. (49).

Per ogni tipo di certificato è dovuto un diritto di certificato di euro 3,10. Se si richiede il rilascio immediato e si ottiene il certificato nel medesimo giorno della richiesta, è dovuto un ulteriore diritto di euro 3,10 (art. 273, D.P.R. 30-5-2002, n. 115).
Sino all’emanazione del regolamento previsto dall’art. 196, D.P.R. n. 115/2002, il pagamento del diritto di certificato è effettuato mediante l’applicazione di marche da bollo, da applicarsi sull’istanza di rilascio. Il funzionario addetto all’ufficio annulla mediante il timbro a secco dell’ufficio le marche e attesta l’avvenuto pagamento del diritto sul certificato rilasciato, mentre rifiuta di rilasciare il certificato se le marche mancano o sono di importo inferiore a quello stabilito (artt. 284 e 285, D.P.R. n. 115/2002).


19. L’ELIMINAZIONE DELLE ISCRIZIONI

(ARTT. 687 C.P.P., 237 DISP. ATT. C.P.P.)


L’eliminazione delle iscrizioni dal casellario giudiziale, secondo quanto previsto dall’art. 687 c.p.p., avviene:

1)      per morte: quando si ha notizia ufficiale che la persona alla quale si riferiscono le iscrizioni risulti deceduta;

2)      per limite di età: quando siano trascorsi ottanta anni dalla nascita della persona medesima (50);

3)      quando vi siano duplicati (51);

4)      quando riguardino decisioni annullate da successivi provvedimenti (es.: riforma di una sentenza impugnata dal contumace dopo il passaggio in giudicato, sul motivo pregiudiziale della nullità della notificazione dell’estratto della sentenza stessa);

5)      quando le iscrizioni si riferiscono alle sentenze e ai decreti revocati a seguito di giudizio di revisione o di abolitio criminis (art. 673 c.p.p.) o di altri provvedimenti;

6)      quando sono trascorsi dieci anni, in caso di delitto o tre anni in caso di contravvenzione, dal giorno in cui la sentenza è passata in giudicato (52) se trattasi di sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere per mancanza di imputabilità. Per le sentenze di non luogo a procedere, l’eliminazione avviene dopo dieci anni o tre anni a decorrere dalla scadenza del termine per l’impugnazione;

7)      quando sono trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta se trattasi di sentenze o decreti di condanna per contravvenzioni per le quali sia stata inflitta la pena dell’ammenda senza la sospensione condizionale e la non menzione (artt. 163 e 175 c.p.). Allorché siano state applicate misure di sicurezza, i termini previsti decorrono dalla data della revoca della misura di sicurezza e, se questa è stata applicata o sostituita con provvedimento successivo alla sentenza, anche la relativa iscrizione è eliminata. Sono eliminate dal casellario giudiziale le iscrizioni non prescritte dal codice e dalle relative norme di attuazione (art. 237 disp. att. c.p.p.). Per le iscrizioni concernenti i reati di competenza del Tribunale per i minorenni si osserva quanto stabilito nel D.P.R. 22-9-1988, n. 448 e nelle relative norme di attuazione, di coordinamento e transitorie;

8)      quando il fallimento è stato revocato con sentenza passata in giudicato.
Per quanto riguarda le sentenze emesse dal giudice di pace in materia penale, ai sensi dell’art. 46, D.Lgs. 28-8-2000, n. 274, sono eliminate le iscrizioni relative:

a)      alle sentenze di proscioglimento per difetto di imputabilità, trascorsi tre anni dal giorno in cui la sentenza è divenuta irrevocabile;

b)     alle sentenze di condanna, trascorsi cinque anni dal giorno in cui la sanzione è stata eseguita se è stata inflitta la pena pecuniaria, o dieci anni se è stata inflitta una pena diversa, sempre che nei periodi indicati non sia stato commesso un ulteriore reato (53).

Il motivo dell’eliminazione (per morte, per duplicato, per annullamento di sentenza), deve essere annotato sulla scheda, nell’apposita rubrica «annotazioni».

In caso di morte, alla scheda dev’essere allegato il relativo certificato.
Le schede eliminate, previa annotazione nel registro prescritto, sono mensilmente trasmesse dal cancelliere al casellario centrale, con nota di accompagnamento con due elenchi distinti: uno per le schede eliminate per limiti di età e un altro per le schede eliminate per morte, duplicato o annullamento.

L’ufficio centrale, riconosciuta la regolarità dell’eliminazione compiuta dal casellario locale, procede, a sua volta, all’eliminazione delle schede e delle schedine corrispondenti in esso conservate. Nel caso contrario, restituisce al casellario locale le schede che vi devono ancora rimanere collocate, con le opportune osservazioni.

Dell’eseguita eliminazione, va presa nota nel repertorio alfabetico di controlleria, nella colonna «annotazioni».

Sulle schede eliminate il funzionario o il collaboratore deve apporre il visto.

Non si eliminano le schede relative a:

1)      sentenze di condanne per reati previsti da norme poi dichiarate incostituzionali;

2)      in caso di abolitio delicti (abolizione di un reato) se non quando il giudice dell’esecuzione abbia provveduto ai sensi dell’art. 673 c.p.p. (54).

Nella materia civile sono eliminate le iscrizioni riguardanti:

a)     le sentenze con le quali l’imprenditore è stato dichiarato fallito e i decreti di chiusura del Fallimento, quando il fallimento è stato revocato con sentenza passata in giudicato;

b)     i provvedimenti amministrativi relativi alla perdita o revoca della cittadinanza e all’espulsione dello straniero, quando sono stati annullati con provvedimento amministrativo o con sentenza passata in giudicato (55).


20. ELIMINAZIONE DELLE ISCRIZIONI RELATIVE AI MINORENNI


Le iscrizioni relative a provvedimenti di condanna a pena detentiva, anche se condizionatamente sospesa, emessi nei confronti dei minori, sono trasmesse all’ufficio del casellario giudiziale (previsto dall’art. 685 c.p.p.), al raggiungimento della maggiore età della persona alla quale si riferiscono.

È tuttavia previsto che la concessione del perdono giudiziale è conservata sino al compimento del ventunesimo anno di età della persona alla quale si riferisce; tutte le altre iscrizioni sono eliminate al compimento del diciottesimo anno di età (art. 15 D.P.R. 448/1988).


21. COMUNICAZIONI AI COMUNI DI RESIDENZA

 DEI PROVVEDIMENTI CHE IMPORTINO

 LA PERDITA DEL DIRITTO ELETTORALE


Il cancelliere che compila le schede per il casellario giudiziale deve dare notizia del provvedimento che importa la sospensione del diritto elettorale al Comune di residenza dell’interessato o, ove il luogo di residenza non sia conosciuto, a quello di nascita (56).

Sarebbe opportuno annotare in un’apposita colonna del brogliaccio, che gli uffici giudiziari debbono tenere per prendervi nota delle schede e dei fogli complementari compilati, il numero delle suddette comunicazioni elettorali, ai fini anche di una esatta rilevazione statistica.
Dell’avvenuta comunicazione si consiglia di allegare agli atti processuali apposita ricevuta rilasciata dal competente ufficio elettorale.

Il compilatore della scheda deve annotare nello spazio riservato alle «Annotazioni» l’avvenuta comunicazione all’ufficio elettorale, affinché sia possibile controllare l’osservanza di detto adempimento (57).

I casi per i quali si verifica la perdita della qualità di elettore sono previsti (58):

a)     dal codice civile: interdizione cd inabilitazione;

b)     dal codice penale: peculato, omicidio, rapina, furto aggravato, violenza sessuale etc.;

c)     da leggi speciali: leggi fallimentari, legge contro lo sfruttamento della prostituzione altrui ed altre.

 

22. CONTROVERSIE E RETTIFICHE
 

Per ogni controversia che possa sorgere in ordine alle iscrizioni e ai certificati del casellario, come ogni rettificazione di iscrizione o di certificati del casellario che si renda necessaria di ufficio o su richiesta di chi vi abbia interesse, è competente il Tribunale del luogo dove ha sede l’Ufficio del casellario giudiziale il quale decide con ordinanza in camera di consiglio (59) L’art. 690 c.p.p. che così dispone per la sua generica formulazione non consente di operare alcuna distinzione tra i fatti che hanno determinato l’insorgere delle questioni medesime; pertanto, quando per una qualsiasi causa (ivi compreso l’errore di inserimento dei dati da parte dell’operatore) il testo immesso nell’archivio elettronico risulti errato, infirmando in tal modo il documento ufficiale riprodotto dal terminale e sottoscritto dal Funzionario preposto attestante le risultanze del casellario, esso deve essere rettificato con l’intervento del Tribunale competente (Cass. I, sent. 1063 del 1-4-94).

La decisione è comunicata al casellario centrale. Se si tratta di errori incorsi nelle decisioni, alle quali si riferiscono le schede, il Procuratore della Repubblica, ove occorra, pmmi1ovt dapprima le opportune correzioni nelle forme stabilite dall’art. 666 c.p.p. e poi ordina la rettificazione sulle schede; se si tratta di manifesti errori materiali incorsi nella formazione delle schede, il Procuratore della Repubblica ne ordina senz’altro la correzione, dandone in entrambi i suddetti casi, notizia al casellario centrale.

Per ogni procedura di rettifica, si forma regolare fascicolo, che viene iscritto nel registro delle rettificazioni (Mod. 32).

Le correzioni ordinate dal giudice di esecuzione, quando non è stata proposta impugnazione nel prescritto termine, sono annotate sulla relativa scheda (rubrica «Annotazioni»), nel repertorio alfabetico di controlleria, oltre che nel registro delle rettificazioni.

Nel caso specifico di erronea indicazione del luogo di nascita dell’iscritto, che abbia determinato l’indebita collocazione della scheda in un casellario locale, anziché in un altro, il Procuratore della Repubblica ordina la rettifica quando l’errore attiene alla compilazione della scheda e dispone l’invio della scheda stessa al casellario competente. Se, invece, l’errore deriva dalla relativa sentenza, il Procuratore della Repubblica dispone che nel casellario ove la scheda dovrà essere conservata, sia nel frattempo, in suo luogo, collocata una scheda di richiamo con tutte le indicazioni necessarie (art. 110 Istruz.).

Allorquando sia comunicata al Casellario locale la notizia del cambiamento di cognome o di altre generalità di una persona in seguito a riconoscimento o ad adozione, ovvero a cambiamento o aggiunta di cognome, ovvero di rettificazione di nomi e cognomi vietati, ovvero di restituzione o di riduzione di cognomi stranieri in forma italiana, il Procuratore della Repubblica dovrà disporre che siano eseguite opportune ricerche al fine di stabilire se esistano precedenti nel Casellario giudiziale al nome delle persone dì cui si tratta col cognome, nome ed altre generalità originarie; nel caso che si rinvengono precedenti, dovrà disporne la rettificazione delle schede e la collocazione di una scheda di richiamo col cognome, nome e generalità originarie.

 

23. ADEMPIMENTI PERIODICI DEL CASELLARIO

(VERIFICHE MENSILI E RELAZIONI SEMESTRALI)

 

Gli adempimenti riguardanti il servizio del casellario sono due, uno mensile (verifica da parte del Procuratore della Repubblica) e l’altro semestrale (sommaria relazione).

Il Procuratore della Repubblica, oltre ad esercitare una vigilanza di ordine generale che gli proviene dall’esercizio dei poteri di capo dell’ufficio e di organo del Pubblico Ministero, esercita anche una vigilanza specifica sui servizi del casellario.

Il Procuratore della Repubblica. infatti, esercita la vigilanza, per quanto riguarda la compilazione e trasmissione delle schede e dei fogli complementari da parte degli uffici del circondano, nei termini richiesti (art. 116 Itruz.).

La vigilanza è esercitata mediante verifiche mensili dirette ad accertare:

a)     se il cancelliere abbia o meno eseguito il necessario controllo delle schede all’atto del loro ricevimento;

b)     se abbia eseguito con regolarità tutte le annotazioni prescritte nel repertorio alfabetico di controlleria, sia per le schede che per i fogli complementari;

c)     sia stato regolare il rilascio dei certificati;

d)     se l’eliminazione delle schede sia avvenuta con regolarità;

e)     se tutto il servizio proceda secondo le prescrizioni regolamentari;

f)      se eventuali modifiche ai locali ed ai mobili siano state conformi alle istruzioni (art. 117 Istruz.).

Il Procuratore della Repubblica due volte l’anno, ogni sei mesi, entro il 10gennaio e 10luglio invia all’ufficio del casellario centrale una relazione sommaria, corredata di prospetti (Mod. 34 e 35), nei quali sono raccolti i dati relativi alle schede ed ai fogli complementari compilati o rimasti da compilare alla fine del semestre, forniti dagli uffici giudiziari compresi nel circondano, indicando per ciascun ufficio il periodo di tempo cui il ritardo si riferisce ed i motivi del ritardo.

Il Procuratore della Repubblica del luogo ove ha sede la Corte di Appello fornisce le notizie riguardanti il numero delle schede e dei fogli complementari compilati o rimasti da compilare nella cancelleria della Corte.

Nella relazione semestrale è anche indicato il numero delle schede eliminate e trasmesse al casellario centrale, nonché il numero dei certificati spediti, segnalando, secondo il caso, le eventuali deficienze o la regolarità del servizio.


24. CERTIFICATI DEI CARICHI PENDENTI


Trattiamo in questo paragrafo dei certificati dei carichi pendenti.

Il tema, in realtà, tecnicamente esula da quello del casellario giudiziale perché il documento dei carichi pendenti si riferisce allo «status» di imputato.

Qui se ne parla per una certa analogia che i certificati dei carichi pendenti hanno con i certificati del casellario giudiziale; ma è opportuno precisare che, mentre questi ultimi sono espressamente previsti e disciplinati dal codice di procedura penale, dal R.D. 778/1931 e dal D.M. 6-10-1931, i primi sembrano essere piuttosto il prodotto di una prassi: l’attestazione concernente la pendenza o meno di procedimenti penali a carico presso la Procura della Repubblica del Tribunale del luogo di residenza.

Oggi per effetto della prassi si richiede l’attestazione, dell’interessato, sulla assenza o meno di pendenze penali come condizione per il conseguimento di determinati diritti (es.: ammissione ad impieghi pubblici o privati, passaporti, certificati di «buona condotta», per i quali ultimi, peraltro, l’accertamento viene ora effettuato presso i commissariati di zona etc.).
Con l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, la fonte normativa del certificato dei carichi pendenti può essere individuata nell’art. 110, 1° comma, lettera c) del D. Lgs. 28-7-1989, n. 271 e, precedentemente, nell’ari. 165 c.p.p., concernente il rilascio di copie, di estratti o di certificati.

I certificati dei carichi pendenti non sono ricavabili dal casellario giudiziale, ma dal registro delle notizie di reato previsto dall’art. 335 c.p.p.

Il certificato dei «carichi pendenti» è il documento che si riferisce alla qualità di imputato e contiene l’accertamento della inesistenza di pendenze penali a carico di un cittadino, presso la Procura del Tribunale del luogo di residenza.
Per quanto attiene il momento in cui una segreteria della Procura della Repubblica può rilasciare un certificato «positivo» dei carichi pendenti nei confronti di un cittadino, tale momento è individuato allorquando il soggetto sottoposto alle indagini ha assunto la «qualità» di imputato.

La qualità di imputato si assume dopo la chiusura delle indagini preliminari; allorché il Pubblico Ministero abbia esercitato l’azione penale nei confronti della persona sottoposta alle indagini, in una delle forme previste dall’art. 60 c.p.p.

A norma dell’art. 21, D.M. (Giustizia) 6-4-2001, n. 204, nei certificati dei carichi pendenti richiesti dall’interessato non sono riportate le iscrizioni relative ai reati di competenza del giudice di pace.

11 3° comma dell’art. 335 c.p.p. espressamente vietava la comunicazione delle iscrizioni previste nel 1° e 2° comma fino a quando la persona alla quale il reato fosse attribuito non avesse acquistato la qualità di imputato.

Tale previsione è stata travolta dalla L. 8-8-1995, n. 332 in tema di riforma delle misure cautelari.

Difatti, le notizie contenute nel registro degli indagati che prima erano considerate del tutto segrete, oggi possono essere comunicate alla persona offesa, alla persona iscritta e ai rispettivi difensori che ne facciano richiesta, salvo che si proceda per i reati più gravi previsti dall’art. 407 c.p.p. ovvero sussistano specifiche esigenze attinenti alle attività di indagine.
In ordine, poi, al contenuto del certificato dei carichi pendenti in esso va iscritta la indicazione degli articoli di legge violati, il numero del procedimento, il titolo del reato e l’ufficio presso cui pende il fascicolo. La pendenza cessa con l’irrevocabilità del provvedimento di definizione del procedimento.

In ogni caso alla formazione del certificato dei carichi pendenti si deve procedere con la massima cura.

Per ottenere il certificato dei carichi pendenti è necessaria la istanza, in carta semplice, diretta al Procuratore della Repubblica, il quale ne autorizza, preventivamente, il rilascio.

Il certificato dei carichi pendenti è esente dall’imposta di bollo e non è soggetto al diritto di urgenza, mentre, per il suo rilascio, che avviene su modulo a stampa continuo, deve essere corrisposto, al momento della richiesta, soltanto il diritto di originale da pagarsi mediante marche composte di due parti, madre e figlia, delle quali la madre si applica sull’istanza mentre la figlia sull’originale certificato.

Le istanze debbono essere conservate in raccolte annuali.

Nessuna somma dì denaro deve essere corrisposta a chicchessia, essendo, le imposte di bollo ed i diritti di cancelleria, corrisposti a mezzo di speciali marche.
Precedentemente all’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, come è noto, il certificato dei carichi pendenti era richiesto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ed alla Pretura del luogo di residenza.

Detti uffici rilasciavano due attestazioni nelle quali si dichiaravano eventuali procedimenti penali iscritti nei registri penali e non ancora definiti con provvedimento irrevocabile.
Dopo l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale il rilascio del certificato dei carichi pendenti è stato regolato in questo modo: istanza diretta alla Procura presso la Pretura circondariale per il rilascio della attestazione «dal 24-10-1989»; la Pretura, in calce alla stessa istanza. rilasciava l’attestazione per i procedimenti governati dalla pretura stessa o dalla sezione distaccata; istanza diretta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario in sedi di capoluogo di Provincia, per il rilascio del certificato dei carichi pendenti di competenza del suddetto ufficio.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale in sedi non capoluogo di provincia rilasciava un unico certificato composto di due distinte attestazioni, una per tutte le pendenze dei procedimenti penali di «livello» Tribunale ed un’altra per quelle dei procedimenti penali di «livello» Pretura successivi al 24-10-1989, per il motivo che il predetto ufficio svolge funzioni di P.M. per Tribunale e Pretura.

Con l’avvento del giudice unico di primo grado e la contestuale soppressione, a far data dal 2-6-1999, degli uffici di Pretura e delle Procure della Repubblica presso le Preture, il rilascio del certificato dei carichi pendenti risulta alquanto semplificato. Ma vi è di più, in quanto, in prospettiva, tutte le problematiche connesse al rilascio ditale certificato (60) potranno agevolmente essere superate quando sarà realizzato il c.d. certificato del carico pendente su base nazionale, attraverso l’integrazione del sistema informatico di ciascun ufficio giudiziario con il sistema informatico del casellario, in modo da permettere quindi che ogni informazione circa l’esercizio dell’azione penale e l’irrevocabilità della decisione giurisdizionale (rispettivamente inizio e fine della c.d. «pendenza») possa risultare nel certificato rilasciato da qualsiasi ufficio giudiziario, così come già accade per il certificato del casellario.

 




(1) Casellario Giudiziale - Redazione di formale scheda per ogni estratto di provvedimento (Circolare n. 542, prot. 4091, in data 20-4-1990, del Min. Giust., Aff. pen., Uff. VI) in «Rivista delle Cancellerie», 1990 pag. 41.

(2) Art. 9 L. 23-3-1956, n. 182, in Boll. Uff. n. 96 del 1956.

(3) Artt. 685 c.p.p e 2 R.D. n. 778/1931.

(4) Con D.M. 9-3-1978, il Ministero della Giustizia ha decretato che a decorrere dal 5-4-1978 il Casellario Giudiziale presso la Procura della Repubblica in Roma assuma le funzioni degli ex Casellari Giudiziali di Asmara, Mogadiscio, Capodistria ed ex zona B ed il Casellario Giudiziale Centrale cessa di fame le veci.

Dalla suddetta data, pertanto, gli uffici giudiziari trasmettono direttamente al casellario di Roma tutte le schede relative alle persone nate nei circondari dei predetti ex Tribunali.

(5) Art. 3 R.D. n. 778/1931.

(6) D.Lgs. 28-7-1989, n. 272, art. 18 e 19.

18. Casellario giudiziale per: minorenni. — 1. Il servizio di casellario giudiziale per i minorenni svolto dagli uffici presso i tribunali per i minorenni a norma degli art. 14 e 15 del D.P.R. 22-9- 1988, n. 448.

2. Il servizio di casellario giudiziale centrale per i minorenni è svolto da un ufficio del Ministero della Giustizia.

19. Regime transigono delle iscrizioni - 1. Fino alla data di entrata in funzione degli uffici del casellario giudiziale indicati nell’art. 18, agli adempimenti previsti dagli artt. 14 e 15 del D.P.R. 22-9-1988, n. 448 provvedono gli uffici del casellario giudiziale indicato nell’art. 685 del c.p.p. Alla data suddetta sono eliminate e trasmesse agli uffici del casellario giudiziale per i minorenni le iscrizioni che si riferiscono a fatti commessi da minorenni, escluse quelle relative a provvedimenti di condanna a pena detentiva, anche se condizionalmente sospesa, quando la persona alla quale si riferiscono abbia compiuto il diciottesimo anno di età.

(7) Ad impedire che questa data possa essere, in prosieguo, alterata, dovrà anche il datario come il sigillo essere in metallo ed usarsi con inchiostro nero da stampa, indelebile anche sotto l’azione dei reagenti chimici (art. 3 istr.).

(8) Nota Min. Giust. — Aff. Gen. — Uff. 2° in data 14/10/1978, n. 3088/6122/612.
(9) Art. 1 Istruzioni. Tale articolo prevede, altresì, che «Per la spedizione delle schede, dei fogli complementari e di qualsiasi altro documento, inerente al servizio del Casellario, si dovrà fare uso di una nota di accompagnamento».

A decorrere dai 10 luglio 2002. i Casellari locali hanno sostituito la gestione cartacea dei registri Modd. 37 (registro dei certificati) e 31 (repertorio alfabetico di controlleria), con quella informatizzata, così come dispone la circolare prot. n, 2893, in data 28-6-2002, del Min. Giust., Aff. Giust., Giust. Pen., Uff. III — Casellario Centrale.

Parimenti, è ormai informatizzata anche la gestione dei prospetti Modd. 34 e 35 da allegare alla relazione semestrale (v. infra, par. 23).

(10) A tal Fine, non oltre il 15 gennaio di ciascun anno, le Procure Generali faranno pervenire al Ministero della Giustizia (ufficio del Casellario Centrale) un elenco dei singoli uffici giudiziari con l’indicazione del fabbisogno per ciascuno di essi, distintamente riguardo ad ogni modello (ari. 2 istr.). I relativi dati dovranno essere trasmessi, unitamente alle richieste, entro il 15 dicembre di ogni anno dai Tribunali alla Procura della Repubblica, e dalle Procure e dalle Corti d’Appello alle Procure Generali (nota Min. Giust. Aff. Gen. Uff. VI in Boll. Uff. n. 40 del 2-12-1932).

(11) Non si ritiene di condividere l’orientamento di alcuni ispettori delle cancellerie sull’obbligatorietà della sottoposizione del registro in questione al visto semestrale dell’ufficio (lei registro. gi previsto dall’ari. 7, D,P.R. 22-10-1936, n. 1981.

La norma in questione è contenuta nei regolamento d’esecuzione del Decreto l6-4-l96, n. 771, che istituì il diritto d’urgenza per il rilascio dei certificati al privati, da riscuotersi con «speciali marche da bollo». il cui provento andava a formare il fondo per il premio di operosità e di rendimento, con il quale remunerare il personale addetto ai Casellari (art. 2).

L’ufficio del Registro era incaricato della custodia di tali marche ed il Procuratore del Registro tenuto ai versamento in Tesoreria. Le cancellerie dovevano prelevare tali marche dall’ufficio del Registro (art. 3), versandone il corrispettivo a questo ufficio. Da ciò nasceva l’obbligatorietà del controllo, che si estrinsecava nell’apposizione del visto semestrale. Ma il premio è stato abrogato dall’ari. 2 L. 15-11-1973, n. 734 ed il prelevamento dall’ari. 9 L. 7-2-79, n. 59: da tale esplicita abrogazione discenderebbe l’inutilità del visto semestrale e quindi la sua abrogazione implicita.

A maggior conforto, è intervenuto l’art. 10 L. 21-2-1989, n. 99 (Nuove norme per la semplificazione della riscossione dei diritti di cancelleria), il quale, abrogando l’art. 1 del D.L. 16-4- 1936, n. 771 ha istituito un «ulteriore diritto» di cancelleria per il rilascio immediato dei certificati del casellario, ponendo così fine all’esistenza della «speciale marca da bollo e delle attività allegate».

(12) Circ. Mm. Giust. Aff. Pen. Uff. VII casell. Centr. n. 2437 pos. 6 in data 15-9-36.

(13) L’art. 690 c.p.p. che devolve alla competenza del Tribunale del luogo in cui ha sede l’ufficio del Casellario le questioni concernenti le iscrizioni ed i certificati, per la sua generica formulazione non consente di operare alcuna distinzione tra i fatti che hanno determinato l’insorgere delle questioni medesime; pertanto, quando per una qualsiasi causa (ivi compreso l’errore di inserimento dei dati da parte dell’operatore) il testo immesso nell’archivio elettronico risulti errato, infirmando in tal modo il documento ufficiale riprodotta dal termine e sottoscritto cb1 funzionario preposto attestante le risultanze del Casellario, esso deve essere rettificato con l’intervento del Tribunale.

(14) Sono soggette all’iscrizione nel casellario anche le sentenze di proscioglimento predibattimentali ai sensi dell’art. 469 c.p.p., in quanto, ai fini dell’ari 686 c.p.p., sono sentenze pronunciate in giudizio (Cass. 4-4-1941, in Riv. pen., 1941, 411).

(15) Ditali provvedimenti non si fa menzione nei certificati richiesti dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti incaricati di pubblici servizi a norma dell’art. 688, 1 comma c.p.p. (art.196 disp. att. c.p.p.).

(16) Art 657 c.p.p. Computo della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo.
1. Il P.M., nel determinare la pena detentiva da eseguire, computa il periodo di custodia cautelare subita per lo stesso o per altro reato, anche se la custodia è ancora in corso. Allo stesso modo procede in caso di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza detentiva, se questa non è stata applicata definitivamente.

2. Il P.M. computa altresì il periodo di pena detentiva espiata per un reato diverso, quando la relativa condanna è stata revocata, quando per il reato è stata concessa amnistia o quando è stato concesso indulto, nei limiti dello stesso.

3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, il condannato può chiedere al Pubblico Ministero che i periodi di custodia cautelare e di pena detentiva espiata, operato il ragguaglio, siano computati per la determinazione della pena pecuniaria o della sanzione sostitutiva da eseguire, nei casi previsti dal 2° comma, può altresì chiedere che le sanzioni sostitutive espiate siano computate nelle sanzioni sostitutive da eseguire per altro reato.

4. In ogni caso sono computate soltanto la custodia cautelare subita o le pene espiate dopo la commissione del reato per il quale deve essere determinata la pena da eseguire.

5. Il Pubblico Ministero provvede con decreto, che deve essere notificato al condannato e al suo difensore.

Art. 663 c.p.p. Esecuzione di pene concorrenti.

1. Quando la stessa persona è stata condannata con più sentenze o decreti penali per reati diversi, il pubblico ministero determina la pena da eseguirsi in osservanza delle norme sul concorso di pene.

2. Se le condanne sono state inflitte da giudici diversi, provvede il Pubblico Ministero presso il giudice indicato nell’art. 665, 4° comma.

3. Il provvedimento del Pubblico Ministero è notificato al condannato e al suo difensore.

(17) Art. 15 L. 3-8-1988, n. 327. Norme in materia di misure di prevenzione personali.

Dopo tre anni dalla cessazione della misura di prevenzione, l’interessato può chiedere la riabilitazione. La riabilitazione è concessa, se il soggetto ha dato prova costante ed effettiva di buona condotta, dalla Corte di Appello nel cui distretto ha sede l’autorità giudiziaria che dispose l’applicazione della misura di prevenzione o dell’ultima misura di prevenzione.

La riabilitazione comporta la cessazione di tutti gli effetti pregiudizievoli riconnessi allo stato di persona sottoposta a misure di prevenzione.

Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni del codice di procedura penale riguardanti la riabilitazione.

(18) Casellario giudiziale. Non iscrivibilità delle sentenze di estinzione del reato per obbligazione ex art. l62bis c.p. (Circolare, n. 540, prot. 3047, in data 4-4-1990, del Mm. Giust.), Recita tale circolare: Sono pervenuti numerosi quesiti dagli uffici in merito alla redazione della scheda per il Casellario relativa a sentenze dichiarative dell’estinzione del reato per applicazione dell’art. I 62bis c.p.p. Al riguardo, la disciplina di cui all’art, 688 c.p.p. appare tale da non giustificare dubbi interpretativi. Il numero I della lettera a) dell’articolo menzionato dispone l’iscrizione di tutte le sentenze di condanna e dei decreti con l’unica eccezione di quelli relativi a reati contravvenzionali per riti sia ammessa la definizione in via amministrativa o l’oblazione di cui afl’art. 162 c.p. (che comunque devono essere iscritti se sia stata concessa la sospensione condizionale della pena).

Risulta, pertanto obbligatoria l’iscrizione, dopo l’irrevocabilità:

1) delle sentenze di condanna e dei decreti relativi a delitti, a reati contravvenzionali la cui pena edittale sia congiunta o alternativa o, per i reati di cui all’art. 127 L. n. 68911981, della sola ammenda, sia stata concessa o meno la sospensione condizionale;

2) delle sentenze di condanna e dei decreti relativi a reati contravvenzionali la cui pena edittale sia della sola ammenda, solo se sia stata concessa la sospensione condizionale.

Come appare chiaro, la disposizione citata si riferisce a provvedimenti di condanna e l’eccezione al regime dell’iscrivililità degli stessi non può essere utilmente invocata per dedurre la necessità di iscrizione delle sentenze che dichiarano l’estinzione del reato a seguito di oblazione speciale.

Il regime dell’iscrizione delle sentenze di non luogo a procedere è disciplinato dal n. 4 della lettera a) dell’art. 686 le cui ipotesi, da ritenersi tassative, si riferiscono al diletto di imputabilità, alla disposizione di Misure di sicurezza, all’estinzione del reato conseguente all’applicazione di sanzione sostitutiva a richiesta dell’imputato.

Deve pertanto ritenersi che il legislatore delegato, nel solco dell’ultima riforma del Casellario, abbia proseguito l’opera di sfoltimento di iscrizione ritenute di scarso valore sintomatico e a cui da più parti veniva negata la qualità di «precedente».

Appare utile rammentare che non senza contrasti, già sotto la vigenza del codice abrogato, era stata risolta in senso positivo la questione dell’iscrivibilità delle sentenze in parola e che l’innovazione del codice di procedura, che ha parificato, nel senso della non iscrivibilità, le sentenze di n.l.p. per oblazione e per oblazione speciale, ha fatto giustizia di una palese disparità di trattamento.

Si veda anche: Casellario giudiziale - Compilazione schede per particolari materie soggette ad oblazione speciale (Circolare n. 0124, in data 18-1-1995 del Min. Giust.) in risposta al quesito inerente la compilazione o meno delle schede per le iscrizioni nel Casellario delle sentenze o decreti penali di condanna per violazioni di norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, punite con la sola pena dell’ammenda, anch’esse assoggettate alla disciplina dell’art. l62bis c.p.. a norma dell’ari. 127 L. n. 689/1981. Sulla questione sollevata il Casellario centrale si esprimeva nel senso che le condanne per violazione di norme sugli infortuni previste dal D.P.R. 27-4-1955, n. 547: vanno iscritte nel Casellario ex art. 686 c.p.p.; vanno riportate nei certificati del casellario. richiesti ex art. 688 c.p.p.; non vanno menzionate nei certificati richiesti  ex art. 689 c.p.p.
L’obbligatorietà dell’iscrizione riguarda tutti i provvedimenti di condanna, per i reati di cui all’art. 127 L. n. 689/1981, alla sola ammenda sia stata o meno concessa la sospensione condizionale della pena.

(19) Casellario. L. n. 322/1988 — Iscrizioni da eliminare.

(Circolare n. 7078 (LG/gv), in data 23-8-1988, del Min. Giust., Aff. Pen., Uff. VI). In «Rivista delle Cancellerie», 1989, pag. 69; Casellario giudiziale — Iscrizioni da eliminare dall’archivio cartaceo L. 1-8-1988, n. 322. (Circolare n. 8290/LG/gv. in data 30-9-1988, del Min. Giust., Alt. Pen., Uff. VI), in «Rivista delle Cancellerie» 1989, pag. 75.

(20) Il Ministero della Giustizia — Aff. penali — con circolare n. 476 del 9-5-1983, prolocollo n. 128.8.565 dell’Uff. I, A.P., ha precisato che il compilatore delle schede deve indicare nella rubrica del dispositivo della decisione irrevocabile:

a)      la dichiarazione di estinzione del reato per intervenuta applicazione della sanzione sostitutiva, a norma dell’art. 77 L. n. 689/1981;

b)      la sanzione sostitutiva applicata (libertà controllata o pena pecuniaria).

Non deve invece essere indicata nella rubrica la pena che il giudice avrebbe inflitta ove non avesse applicato la sanzione sostitutiva, anche se talora la pena stessa, viene riportata nel dispositivo della sentenza. Invero, poiché nessuna pena può consentire ad una dichiarazione di estinzione del reato, e poiché la violazione degli obblighi imposti con la sentenza pronunciata a norma dell’art. 77 non comporta la conversione della sanzione sostitutiva nella pena sostitutiva ma la condanna per il reato di cui al successivo ali. 83, l’indicazione della pena sostitutiva deve ritenersi ultronea.

(21) Si veda il D.M. (Giustizia) 10-11-1999 (B.U. n. 2 del 31-1-2000), coni! quale è stata autorizzata la trasmissione per via telematica al Sistema informativo del casellario giudiziale (S.I.C.) dei dati di cui all’art. 686 c.p.p., nonché la circolare n. (VI)115, in data 6-3-2000, del Min Giust., Uff. VI Casellario Centrale.

(22) La citata circolare 1115/2000, in relazione al nuovo sistema di trasmissione per via telematica dei dati destinati al casellario locale, ha disposto la dispensa immediata ed in ogni caso, dalla redazione delle schede modd. A e C, nonché della schedina Mod. 9, tutte in precedenza destinate al casellario centrale. Infatti, l’automazione introdotta nel servizio de quo, consente al casellario centrale di acquisire direttamente dal S.I.C. i dati che precedentemente erano trasmessi a mezzo delle schede Mod. A (la schedina Mod. 9 serviva ad evidenziare solo la persona condannata per la prima volta), e conservarli con modalità informatiche. Ugualmente per via informatica il casellario centrale acquisisce ed estrae dal sistema i dati relativi alle schede mod. C (relative a cittadini stranieri), provvedendo autonomamente alla stampa delle stesse ed al loro invio agli Stati esteri interessati.

La successiva nota n. (VI)5758, in data 8-11-2000, del Mm. Giustizia, Aff. pen., Uff. VI, ha chiarito che nel caso di decesso del condannato, risultante dagli atti, va solo comunicato tale notizia al casellario locale competente, al fine di consentire l’eliminazione di eventuali iscrizioni già esistenti al nome della persona deceduta, restando al contrario esclusa la compilazione della scheda Mod. A (come invece stabiliva l’istruzione 14, D.M. 6-10-1931).  Parimenti, non va fatta alcuna trasmissione dei dati delle decisioni riguardanti persone che risultino aver compiuto l’ottantesimo anno di età, ovvero riguardanti persone condannate a pene non detentive per fatti commessi in minore età, o nei cui confronti è stato dichiarato non luogo a procedere per concessione del perdono giudiziale, che abbiano compiuto rispettivamente il 18° ed il 21° anno di età.

(23) A proposito della competenza nella redazione della scheda, si veda la circolare ti. 4/1-5-939, in data 20-6-1997, del Min. Giust., Org. Giud., Uff. II. Come ha chiarito detta circolare, le due fasi di redazione della scheda - formazione della scheda da una parte e verifica formale dall’altra - hanno natura e funzioni differenti: la prima fase consiste in un’attività di compilazione della scheda, con la piena responsabilità del compilatore-sottoscrittore riguardo alla parte di sua competenza (l’esattezza dei dati notiziali); la seconda comporta un controllo della sua regolarità formale, con una verifica del rispetto della normativa dettata in ordine alla formazione delle schede. Per tali motivi devono essere coinvolti nel procedimento di formazione della scheda due figure professionali con ruoli distinti.

D’altra parte, se da un lato, in considerazione della rilevanza esterna che assume la corretta formazione della scheda, le disposizioni in materia demandano la competenza al cancelliere per la redazione ed al cancelliere dirigente (salvo delega) per l’attività di verifica, dall’altro al personale di qualifica inferiore alla (ormai ex) settima non è concesso di svolgere mansioni demandate al cancelliere (salve le ipotesi di conferimento delle mansioni superiori).

Pertanto, conclude la citata circolare, sulla base di tali considerazioni, deve ritenersi individuata la competenza, rispettivamente, del collaboratore di cancelleria (ora cancelliere Cl) per la compilazione della scheda e del funzionario di cancelleria (ora cancelliere C2) per l’attività di verifica.

Tali conclusioni sono state confermate in tema di trasmissione per via telematica dei dati (trasmissione che sostituisce il sistema della comunicazione tramite schede); infatti, secondo la circolare n. (VI)1115, in data 6-3-2000, del Min. Giust., Uff. VI Casellario Centrale, l’immissione dei dati nel S.I.C. non può essere curata che dall’ex collaboratore di cancelleria, mentre alla verifica degli stessi sovrintende il «responsabi1e dell’ufficio schede».

(24) A tal fine, il cancelliere della Corte di Cassazione, non più tardi del quinto giorno da quello da cui fu proferita la sentenza con la quale venne dichiarato inammissibile o rigettato il ricorso, provvede alla restituzione degli atti del provvedimento al cancelliere presso la Corte d’Appello, il Tribunale che pronunciò la sentenza impugnata, e nello stesso tempo deve provvedere all’invio degli atti del procedimento all’autorità che ha pronunciato la sentenza di cui è stata ordinata l’esecuzione, quando la Corte di Cassazione abbia pronunciato l’annullamento senza rinvio, ai termini delle lettere h) e i) dell’ari. 620 cpp.

(25) V. circolare n. (VI) 1115, in data 6-3-2000, cit.

(26) Art. 10, R.D. 778/1931.

Le schede vanno spedite ai casellari non ripiegate, ma in buste resistenti e di dimensioni adatte (Boll. Uff. n. 43 del 1933).

(27) Per la compilazione delle schede non è consentito l’uso della matita «biro» perché la grafia così ottenuta è suscettibile di divenire illeggibile dopo breve tempo.

Pertanto gli uffici del casellario dovranno restituire le schede redatte con tale matita affinché ne sia effettuata la compilazione con inLhiostro ncro indelebile (Circ Min. Giust. Dir. Gen. Aff. Penali n. 11165/551 del 3-8-1955).

I compilatori delle schede tengano presente che:

a) il luogo di nascita di residenza nonché quello del commesso reato devono essere scritte chiaramente, indicandovi il Comune e non la frazione;

b) il titolo del reato deve essere precisato con tutti gli articoli che lo riguardano (tentativo, continuazione, concorso, aggravanti, diminuenti, recidiva). Gli articoli da indicare con i relativi capoversi e numeri sono quelli menzionati nel dispositivo della sentenza e non già quelli del capo di imputazione;

e) i precedenti penali devono risultare dalla menzione di tutte le sentenze di condanna con l’indicazione del titolo e della pena inflitta (sono vietate le indicazioni generiche, come ad esempio, riportò tante condanne - già condannato etc.);

d) la professione od occupazione deve essere esattamente specificata (Avv. Boll. Uff. n. 2 del 1951).

(28) Tutte le notizie indicate sono estratte per via telematica direttamente dal casellario centrale, il quale provvede altresì a trasmettere agli Stati esteri interessati i dati relativi alle decisioni in materia penale riguardanti cittadini stranieri. A tale proposito, la citata circolare 1115/2000 ha rivolto viva raccomandazione agli uffici - schede, in qualsiasi modo provvedano a trasmettere le notizie ai casellari, di far risultate in maniera inequivocabile lo stato di appartenenza del cittadino straniero condannato dall’autorità giudiziaria italiana, evitando la generica dicitura «È cittadino straniero».

(29) Gli artt.  8 e 9 delle istruzioni sui servizi del casellario (D.M, 6-10-1931), che prevedono le disposizioni indicate nel testo, hanno naturalmente riferimento alla  compilazione della scheda,  ma sono ovviamente valide anche per il caso di trasmissione al casellario per via telematica.

(30) La necessità di controllare preventivamente le generalità del condannato attraverso il certificato di nascita o il certificato di rito, eventualmente appositamente acquisito ove mancante agli atti, è stata di recente ribadita dalla nota n. (VI)5758, in data 8-11-2000, del Min. Giustizia, Aff. pen., Uff. VI.

(31) Se si tratta di provvedimenti emessi in data anteriore al 10 gennaio 2002, che indicano di conseguenza la pena pecuniaria espressa in lire, è necessario procedere alla conversione in euro senza che siano eliminati gli eventuali decimali; il cd. troncamento infatti, previsto dall’art. 51, commi 2 e 3, D.Lgs. 213/1998, non riguarda le pene comminate nei provvedimenti, bensì solo le pene edittali.

(32) In materia di emissione di assegni bancari e postali senza autorizzazione (in relazione alla quale sussiste la competenza del giudice penale in ordine ai reati di inosservanza del contenuto delle sanzioni interdittive nonché alle violazioni amministrative connesse con un reato) la cancelleria, nel trasmettere al casellario i dati relativi alle condanne irrevocabili che hanno irrogato la pena accessoria del divieto di emettere assegni e comunque le altre misure aventi natura di sanzioni amministrative, deve precisare, su indicazione del magistrato, accanto alla loro durata, anche il preciso termine di scadenza, affinché tale dato possa essere ritrasmesso, a cura del casellario centrale, all’archivio informatizzato costituito ai sensi del D. LgS. 30-12-1999, n. 507 e del D.M. (Giustizia) 7-1 1-2001, n. 458 (Circolare n. 593, in data 23-4-2002, del Min. Giustizia, Dip. Aff. Giust., Dir. Giust. Pen., Uff. I). Le disposizioni riguardano le violazioni commesse a partire dal 4-6-2002, data di entrata in vigore delle norme prima richiamate.

(33) N. 56 D.M. 6-10-1931 — indicazioni da segnare sulla scheda prima del suo collocamento. Il cancelliere, riconosciuta la regolarità della scheda, ne dispone il collocamento nel casellario, non senza prima essersi accertato che la scheda sia stata registrata nel repertorio alfabetico di controlleria e che sulla medesima sia segnato:

1)      nella rubrica: Rep. Alf. N.___ il numero del repertorio alfabetico di controlleria  corrispondente al nome della persona iscritta;

2)      nella rubrica «Elim» (Eliminazione) la data (giorno, mese ed anno) in cui la persona iscritta raggiungerà l’età di ottantanni;

3)      nella rubrica: «S.c.p.» (Sospensione condizionale della pena) la data (giorno, mese ed anno) in cui scade il termine della sospensione della esecuzione della pena (termine che decorre dal giorno in cui la sentenza divenuta irrevocabile).

(34) Con le circolari n. 266 DG e 266 DG bis, rispettivamente in data 22-1-1997 e 5-2-1997, del Min. Giust., Aff. Pen., Uff. VI, si è tentato di disciplinare il caso di ricezione, da parte dell’ufficio del casellario, di fogli complementari relativi a iscrizioni non effettuate a causa della mancata trasmissione della notizia originaria. L’ipotesi è particolarmente realistica, tenendo conto che il foglio complementare può provenire da un ufficio giudiziario diverso a quello (inadempiente) competente alla trasmissione della notizia.

A parere del Ministero, i fogli complementari non possono essere restituiti al mittente, ma devono essere custoditi con cura, previa registrazione degli stessi su un apposito registro di comodo, su cui verrà annotato anche l’attività dell’ufficio volta a sollecitare la trasmissione della scheda, e precisamente:

1) richiesta di compilazione della scheda, ovvero di trasmissione della notizia per via telematica, a firma del Procuratore della Repubblica ed indirizzata all’autorità giudiziaria competente, con allegato copia del foglio complementare pervenuto;

2) trasmissione di copia della stessa, ai fini dell’esercizio delle rispettive funzioni di controllo e vigilanza, al Procuratore della Repubblica che svolge la vigilanza sull’ufficio giudiziario sollecitato (naturalmente nel caso in cui sia diverso da quello che provvede al sollecito), e al Casellario Giudiziale Centrale.

(35) La nota di accompagnamento. firmata dal cancelliere dell’ufficio ricevente, sarà restituita all’ufficio mittente, il quale la conserverà fra gli altri atti del procedimento come ricevuta.
Circa il funzionario competente alla compilazione del foglio complementare, il Min. Giust.. Dir. Gen. Org. Giud., con nota n. 1900/5 Nig. 1041 in data 6-2-1979, ha precisato che «la compilazione del foglio complementare da inviare ai Casellario giudiziale non può considerarsi attività certificativa», ciò che presupporrebbe un interessato estraneo all’ufficio che intende comunque avvalersi dell’atto, bensì è un incombente che trae origine e specifica destinazione dalla necessità di iscrivere nel Casellario giudiziale provvedimenti o notizie relative alle decisioni già in esso iscritte.

È atto formato in originale dal cancelliere presso il giudice o presso il Pubblico Ministero anche per comunicazioni che non hanno come diretto presupposto un provvedimento dell’autorità giudiziaria (vedere, ad esempio, il Mod. 13) o della Direzione del carcere; come tale inerisce all’attività propria dell’ufficio, nei casi che interessano la cancelleria o segreteria giudiziaria, al quale deve essere preposto un funzionario della carriera direttiva.

Pertanto, la dizione più volte contenuta nell’art. 64 delle Istruzioni Ministeriali 6-10 1931 «La compilazione del foglio complementare... spetta al cancelliere od al funzionario avente attribuzioni equivalenti presso l’autorità giudiziaria o speciale , .spetta al segretario del P.M. presso la Corte o il Tribunale o il giudice speciale... o al cancelliere del Pretore» deve intendersi, data l’attuale articolazione delle carriere del personale di cancelleria e segreteria giudiziaria, come l’ufficio di cancelleria presso il giudice o di segreteria presso il P.M. Per cui, mentre il collaboratore, per compiti di collaborazione che la legge gli attribuisce, può materialmente compilare il ripetuto foglio complementare, il funzionario della carriera direttiva che deve sottoscriverlo, essendo egli responsabile, in via generale, per il mancato, ritardato o irregolare invio del foglio complementare».

(36) Il Ministero della Giustizia — Direzione Generale Affari Penali — con nota n. 700/Seg. in data 15-1-1968, ha richiamato l’attenzione sulla necessità della costante osservanza delle norme relative alla compilazione dei fogli complementari e, segnatamente, a quelli relativi alla menzione del tempo e del luogo in cui la pena fu scontata, ciò perché tale notizia va trascritta sui certificali richiesti dall’autorità giudiziaria, a norma dell’an. 29 R.D. 18-6-1931. n. 778. Infatti, la trascrizione di detta menzione ha particolare importanza per l’applicazione delle norme sulla recidiva (ari. 99, 1° cpv. n. 3 c.p.), sulla dichiarazione di delinquenza abituale (art. 102, 1° comma c.p.), sulla riabilitazione (art. 179 c.p.) e sulla esecuzione di pene concorrenti (art. 663 c.p.p. )

Inoltre, con circolare n. 4766, in data 23-12-1997, Min. Giust., Aff. Pen, t 1ff VI. è stato sollecitato il puntuale rispetto del disposto dell’art. 14, 1° comma, lett. a), R.D. 778/1931, circa la comunicazione, a mezzo di foglio complementare, dell’avvenuto pagamento della pena pecuniaria. A tale proposito si sostiene che, nonostante il vigente codice di procedura penale nulla preveda in materia, il prescritto adempimento risulta utile, oltre perché consente al Casellario Centrale di rendere effettivo il potere di vigilanza del Ministro sull’esecuzione dei provvedimenti in materia penale, anche perché ai rende possibile l’eliminazione della relativa iscrizione, a norma dell’ari. 687, 2° comma, lett. c), c.p.p., allorquando si tratti di ammenda e siano trascorsi dieci anni dall’esecuzione della pena.

(37) Ai sensi dell’art. 2 L. 15-5-1997, n. 127, la validità dei certificati del casellario è stabilita in sei mesi, conformemente a quanto previsto per le altre attestazioni concernenti stati e fatti personali (vedi sul punto la circolare n. 7/98 MIACEL. in data 23-4-1998, Min. Interno).

Si ricorda però che, come stabilisce l’art. 46, T.U. sulla documentazione amministrativa, approvato con D.P.R. 28-12-2000. n. 445. il fatto di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione. di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa, può essere comprovato con apposita dichiarazione, anche contestuale all’istanza, sottoscritta dall’interessato e prodotta in sostituzione della normale certificazione.

(38) (circolare n. l355/D66, in data 15-4-1995, del Min. Giust., Aff. Pen. Uff. VI).

Il D.Lgs. 19-12-1994, n. 758, al capo III ha modificato alcune delle sanzioni penali previste dalla precedente normativa in materia di sicurezza e di igiene sul lavoro. In particolare, gli artt. 26 e 27 del citato decreto prevedono la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda per ipotesi di reato che, prima dell’intervenuta modificazione, erano punibili con la sola ammenda.

Per effetto delle regole dei tate dalla vigente normativa processuale relativamente alle iscrizioni nel casellario giudiziale, il nuovo e diverso regime sanzionatorio esplica i suoi effetti anche sulla menzionabilità, nei certificati del Casellario giudiziale, delle condanne inflitte in materia. Infatti, per quanto dispone l’art. 689, 2 comma, lett. a) n. 2 c.p.p., le condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda non sono menzionabili nei certificati richiesti dall’interessato.

Viceversa, le iscrizioni relative alla condanne per contravvenzioni per le quali vige la disciplina sanzionatoria della pena alternativa, arresto o ammenda, sono menzionabili nei predetti certificati.

Pertanto, con l’entrata in vigore del D.Lgs. 758/1994, le condanne che interverranno a seguito della commissione dei reati per i quali gli arti 26 e 27 comminano la pena alternativa, saranno menzionabili nei certificati richiesti dall’interessato, mentre quelle relative a fatti commessi in vigenza della precedente normativa, punibili con la sola ammenda (sono menzionabili nei predetti certificati) continueranno a non essere menzionabili.

Sussistendo tale situazione, in caso di condanna alla sola ammenda, è necessario che il Sistema Informatico possa ricevere parametri utili per verificare quale disciplina normativa e sanzionatoria — quella precedente ovvero quella modificatrice del D.Lgs. 785/1994 — sia stata applicata nel caso concreto onde poter stabilire se la condanna debba essere menzionata o meno nel certificato prodotto a richiesta del privato.

Per il raggiungimento di tale finalità è indispensabile che sulla scheda, nella apposita rubrica, venga indicata la data del commesso reato.

Sui modelli per i quali non è prevista la detta rubrica (cfr. Mod. 3-R e 3bisB cartoncino giallo), la notizia verrà riportata nella rubrica «Annotazioni».

Detta informazione, all’atto della codificazione della scheda, dovrà essere immessa nel database del Sistema Informativo del Casellario.

Sono in corso di predisposizione le opportune modifiche delle procedure informatiche, per effetto delle quali il Sistema Informativo sarà in grado di segnalare che il certificato penale non può essere rilasciato per mancanza della data del commesso reato quando ricorrono le seguenti condizioni: memorizzazione di schede prive della notizia relativa alla data del commesso reato; data della sentenza maggiore di quella di entrata in vigore del D.Lgs. 758/1994 (27-4-1995).

In tali casi, gli uffici del Casellario dovranno richiedere l’estratto della sentenza di condanna affinché la relativa scheda sia integrata dal dato mancante e possa, quindi correttamente provvedersi al rilascio del certificato.

Si pregano le SS.LL di voler comunicare ai dipendenti Uffici, per gli opportuni adempimenti e verifiche il contenuto della presente circolare.

I capi degli Uffici presso le Autorità giudicanti ed i Sig. Procuratori della Repubblica vorranno assicurarne la osservanza.

(39) In risposta al quesito espressamente avanzato circa i termini di eliminazione del Casellario delle schede per condanne oggetto di patteggiamento il Ministero con nota del 29-7-1995, n. 2622 ha avuto modo di precisare che le sentenze previste dagli artt. 444 445 c.p.p. non vengono menzionate nei certificati richiesti dall’interessato ai sensi dell’art. 689 2° comma, lett. a) n. 5 c.p.p.; l’art. 687, 2° comma, lett. e) c.p.p. dispone l’esclusione, ai fini dell’eliminazione delle iscrizioni, delle contravvenzioni punite con l’ammenda con concessione del beneficio previsto dall’ari 175 c.p.

Per quanto sopra, si ritiene che le iscrizioni riguardanti contravvenzioni punite con l’ammenda a seguito di applicazione di pena su richiesta delle parti (artt. 444 e 445 c.p.p.) debbano essere eliminate ai sensi dell’art. 687 n, 2 lett, c) c.p.p.

Si concorda con la soluzione indicata (termine decennale di eliminazione ex art. 687 n. 2 lett. c), c.p.p.), in ragione della stessa ratio che ha indotto il legislatore a fare obbligo di iscrizione nel Casellario di contravvenzioni con pena condizionalmente sospesa ovvero con pena «patteggiata»: indispensabile documentazione per i fini di un’eventuale successiva revoca del beneficio o di un’ulteriore concessione del medesimo entro un breve termine (due anni).

In linea con quanto sopra, il 2 comma dell’art. 445 c.p.p. prevede l’estinzione del reato dopo due anni e di ogni effetto penale con conseguente possibilità di reiterare il beneficio della sospensione condizionale.

(40) Telex Ministero Giustizia — Aff. pen. — del 27-7-1985 n. 2342/85 dell’Ufficio VI. Pregasi richiamare attenzione dipendenti Procuratori della Rep. su combinato disposto artt. 80 e 81 L. 689/1981, in relazione al quale devesi ritenere che le sentenze pronunciate ex art. 77 predetta legge vanno menzionate soltanto nei certificati del Casellario Giudiziale rilasciati su richiesta autorità giudiziaria, e non anche in quelli rilasciati su richiesta privati od Autorità amministrativa.

(41) Il riferimento anche ai decreti penali è stato introdotto nell’art. 689 c.p.p. dalla L. 16-12- 1999, n. 479, eliminando in tal modo una sostanziale disparità di trattamento rispetto alle sentenze di patteggiamento; per questa via, inoltre, è stata maggiormente favorita l’acquiescenza al decreto penale, aumentando gli aspetti premiali legati al rito.

(42) Gli Uffici schede sono pertanto chiamati ad indicare tutti gli elementi idonei a configurare in modo certo la fattispecie dei reati che rientrano nella competenza del giudice di pace, al fine di garantire il beneficio indicato dagli artt. 45 e 63 del citato decreto legislativo. Si legga sul tema la nota prot. n. (VI) 3306, in data 8-6-2001, Min. Giust. Aff. Pen., Uff. VI.

(43) È previsto anche il rilascio del certificato delle iscrizioni esistenti nell’anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative, istituita presso il casellario giudiziale centrale a norma dell’art. 80, D.Lgs. 8-6-2001, n. 231, e relative agli enti responsabili di illeciti amministrativi dipendenti da reato. Il successivo art. 81 chiarisce che:

    ogni organo avente giurisdizione in ordine all’illecito amministrativo dipendente da reato ha diritto di ottenere, per ragioni di giustizia, il certificato di tutte le iscrizioni esistenti nei confronti dell’ente;

    uguale diritto appartiene a tutte le pubbliche amministrazioni e agli enti incaricati di pubblici servizi quando il certificato è necessario per provvedere ad un atto delle loro funzioni;

    il pubblico ministero può richiedere, per ragioni di giustizia, il certificato relativo all’ente sottoposto a procedimenti, di accertamento della responsabilità amministrativa dipendente da reato;

    l’ente al quale le iscrizioni si riferiscono ha diritto di ottenere il relativo certificato senza motivare la domanda: in tale certificato, tuttavia, non sono riportate le iscrizioni relative alle sentenze di applicazione delle sanzioni su richiesta e ai decreti di applicazione della sanzione pecuniaria.

(44) Circolare n. 2085, in data 22-6-1995, del Min. Giust. Aff. pen. Uff. VI, in Rivista. Da alcuni Consigli ed Ordini Professionali e da varie Procure della Repubblica stata rivolta a questo Casellario centrale la richiesta di far conoscere se gli ordini e i collegi professionali possano rientrare nella categoria di incaricati di pubblici servizi e, pertanto, esercitare il diritto di ottenere il certificato del Casellario a norma dell’art. 688, 1° comma c.p.p.
Questo Casellario Centrale, su conforme parere espresso dalla Direzione Generale degli Affari Civili e delle libere professioni, osserva quanto segue:

Nelle vigenti disposizioni di legge non si individua una norma specifica che stabilisca che gli ordini e i collegi professionali siano enti pubblici non economici. Nel nostro ordinamento giuridico, tuttavia, gli enti suddetti sono concordemente riconosciuti persone giuridiche di diritto pubblico.

La loro struttura è quella di associazioni costituite dagli appartenenti alle varie categorie
professionali, per le quali la legge prescrive l’iscrizione all’albo e pone a carico dei loro organi rappresentativi, i consigli, il compito di curarne la tenuta.

La natura pubblica di dette associazioni è stata ribadita dalla L. 20-3-1975, n. 70, contenente disposizioni sul riordinamento degli enti pubblici e sul rapporto di lavoro del personale dipendente.

Infatti, gli ordini e i collegi professionali, pur essendo stati esclusi dalla disciplina uniforme dettata per tutti gli enti pubblici ivi elencati, hanno visto confermata la loro natura di enti pubblici funzionali. Ed infatti, il riconoscimento della natura pubblica degli ordini e collegi professionali deriva proprio dalla innegabile rilevanza pubblicistica dell’attività svolta dai soggetti in questione.

L’ordinamento riconnette alla tutela dei professionisti un’importanza che trascende l’interesse del singolo ovvero degli Appartenenti all’Ordine o Collegio Professionale e che coincide con quello della Collettività, in quanto destinataria diretta delle prestazioni svolte dai professionisti.

Pertanto alla luce di quanto considerato, questa Direzione Generale è dell’avviso che la natura degli enti in questione possa consentire agli stessi di usufruire della previsione normativa di cui all’art. 688, 1 comma c.p.p.

Si pregano le SS.LL. di voler invitare i dipendenti uffici ad attenersi alle Istruzioni ricevute.
I Signori Procuratori della Repubblica vorranno impartire le opportune disposizioni, esercitando i poteri di vigilanza per assicurare la puntuale applicazione del contenuto della presente circolare.

(45) La persona cui si riferiscono le iscrizioni del casellario ha diritto al rilascio anche del cosiddetto certificato generale di cui all’art. 28, lett. a) del R,D. 18-6-1931, n. 778 recante disposizioni regolamentari per il servizio del casellario giudiziale.

Il certificato generale non è quello che contiene la totalità delle iscrizioni esistenti nel casellario al nome del soggetto di esse, ma è quello che compendia e fonde in uno il certificato penale e il certificato civile di cui alle lettere b) e c) del citato art. 28.

Anche nel certificato generale, pertanto, vanno omesse le iscrizioni di natura penale indicate come non menzionabili nell’ari 608 c.p.p.. mentre vanno annotate le iscrizioni di natura civile e di natura amministrativa integranti il certificato civile (Cass., Sez. Unite, 7-7-1962, in Cass. peli. Mass., 1962, pag. 1114, n. 2076).

(46) Quesito proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, che si trascrive, concernente «Imposta di bollo per le domande dirette ad ottenere certificati del casellario giudiziale», cui l’ispettorato generale ha aderito.

«Questo ufficio è venuto a conoscenza della risposta di codesto Ispettorato al quesito in materia di “istanze per il rilascio di certificati del casellario giudiziario e nonne sull’imposta di bollo”, secondo cui “...al regime di assoluta esenzione dall’imposta di bollo stabilito dall’art. 14, 1° comma Tab. all. B allegata al D.P.R. 26-10-1972, n. 642, è succeduta la norma di cui all’art. 7 L. 29-12-1990, n. 405 che ha mantenuto l’esonero per i soli certificati (e relative domande) concernenti la “materia penale”.. Conseguentemente ....sarebbero soggette all’imposta di bollo i certificati (e le domande ad essi strumentali) afferenti, in tutto o in parte, in materia civile ed amministrativa..».

Lo scrivente Ufficio ritiene di non poter aderire a tale interpretazione ma limitatamente ai certificati rilasciati dal Casellario Giudiziario. Ed invero il regime impositorio (e relative esenzioni) per i certificati del Casellario Giudiziale era, antecedentemente alla L 405/1990, regolato dal D.P.R. 642/1972 che all’art. 29 della Tariffa allegato A assoggettava tutti i certificati rilasciati dal Casellario (generali, penali o civili senza distinzione alcuna) all’imposta di bollo nella misura fissa allora vigente, ma che permetteva l’esenzione in modo assoluto: per le domande dirette ad ottenere tali certificazioni e per gli allegati certificati di nascita (ari 14, 1° comma, terza ipotesi, della Tabella allegato B), Luna e l’altra disposizione normativa riproponevano quanto già previsto dall’ari 31 R.D, 18-6-1931, n. 778(1° comma: assoggettamento all’imposta di bollo; 2° comma: esenzione per le domande ed allegati) ancora vigente. Tale espressa e specifica normativa, propria esclusivamente per i certificati del Casellario, era indiscutibilmente pacifica, tanto che la stessa Direzione degli Affari Civili emanava una circolare nel senso suddetto (Uff. IV, n. 4175/1 Ques. 75 del 27-5-75).

Intervenuta la L. 29-l2-1990, n. 405 necessita rapportare quanto in essa disposto con la legislazione preesistente e soprariportata.

Il 1° comma dell’art. 7 L. 405/1990 ha esclusivamente unificato le varie misure dell’imposta di bollo nella misura unica di euro 5.16.

Il 5° comma della medesima norma prevede i casi di esenzione dall’imposta includendo fra essi anche i certificati rilasciati da organi dell’autorità giudiziaria previsti dall’art. 29 della tariffa allegato A. D.P.R.. 642/1972. ma «limitatamente a quelli relativi altra materia penale».

Pertanto: da una parte ribadita la soggezione all’imposta di bollo fin dall’origine per i certificati del Casellario, così come era ed è ancora previsto nel 1° comma dell’art. 31 R.D. 18-6-1931, n. 778 (Disposizioni regolamentari per il servizio del Casellario Giudiziale) riproposto nell’art. 29 della tariffa; dall’altra veniva disposta, così innovando, una esenzione (non erano più soggetti a imposta di bollo i certificati in materia penale).

La cosiddetta «finanziaria» però nulla diceva in merito alle domande dirette ad ottenere il rilascio dei certificati in questione. Opportunamente la circolare n. 28 14/8 del 15-1-1991 fugava i dubbi in materia. ricollegando il regime dell’imposizione ed esenzione dei certificati, alle domande ad essi strumentali, citando per ciò la prima delle ipotesi previste nell’ari 14, 1° comma Tab. B allegato al D.P.R. 26-10-1972, n. 642.

Tale tipo di collegamento (sono esenti le domande dirette ad ottenere certificati esenti da bollo) è però valido per altri tipi di certificazione, non pure per i certificati del casellario, per i quali vige una espressa, esclusiva e speciale normativa (terza ipotesi prevista dal 1° comma dell’art. 14) mentre di contro l’altra generale e valida per tulle le altre certificazioni rilasciate da organi dell’autorità giudiziaria.

Ne consegue che alla luce della «finanziaria» citata, tutti i certificati rilasciati dal Casellario Giudiziale sono ancora in bollo, ad esclusione di quelli penali, tutte le domande per ottenerli continuano ad essere esenti dall’imposta di bollo.

Per quanto riguarda i certificati cosiddetti «dei carichi pendenti» per essi è valida, e quindi è stato necessario emetterla, la circolare n. 28-14/8 del 15-1-1991, perché innovava il sistema previgente e descritto nella circolare n. 4/75/1 del 27-5-1975». Vedi anche nota (47) di questo capitolo.

(47) Prot. 3198 (LG. gv.), in data 31-3-1989, Min. Giust.; Dir. Gen. Aff. Pen. delle Grazie e del Casellario — Istruzioni tecniche per il collegamento al sistema del casellario giudiziale in attuazione dell’art. 10 della L. 21-2.1989 n. 99.

(48) Il rilascio dei certificati deve essere segnato nel registro per la spedizione dei certificati (Mod. 37) in una delle tre parti in cui il registro stesso è distinto. In margine ad esso si deve, alla fine di ogni mese, riassumere il numero dei certificati rilasciati, tenendo presente le diverse classificazioni fatte nel prospetto che va allegato alla relazione semestrale da inviare al casellario centrale.

(49) Art. 9 tabella allegato 13 alla legge sul bollo (D.P.R. 642/1972).

L’esenzione dall’imposta di bollo è prevista anche per tutti i certificati (certificati penali e dei carichi pendenti) rilasciati a richiesta di privati per gli usi contemplati dai seguenti articoli della tab. all. B L. bollo:

    art. 1: certificati richiesti da privati per uso elettorale:

    art. 8: certificati nell’interesse di persone non abbienti e domande dirette ad ottenere il rilascio dei medesimi.

Per fruire dell’esenzione è necessario esibire all’ufficio del casellario il certificato in carta libera del sindaco o dell’autorità di pubblica sicurezza comprovante l’iscrizione del richiedente nell’elenco dei poveri previsto dall’art. 15 D.Lgs.lgt. 22-3-1945, n. 173;

    art. 9: certificati occorrenti per l’assicurazione sociale obbligatoria, gli assegni familiari, la liquidazione ed il pagamento delle pensioni dirette o di reversibilità, degli assegni e delle indennità di liquidazione e di buonuscita o comunque di cessazione del rapporto di lavoro anche se a carico di stranieri:

    art. 10: certificati rilasciati nell’interesse della pubblica igiene e profilassi;

    art. 11: certificati occorrenti per il conseguimento di borse di studio e di presalario;

    art. 13: certificati per tutele di minori odi interdetti e certificati per riconoscimento di figli naturali da parte di persone iscritte nell’elenco di cui all’ari. 15 del D.Lgs.lgt. 22-3-1945, n. 173;

    art. 18: certificati necessari per il rilascio dei passaporti agli emigranti che si recano all’estero a scopo di lavoro ed alle loro famiglie;

    art. 20: certificati per costruzione di società di mutuo soccorso, per costruzione di società cooperative, per costruzione di consorzio cooperativa, per costruzione di associazione agraria di mutua assicurazione, per costruzione di federazione di associazione e loro con- sorsi.

Per il rilascio dei suddetti certificati sono esenti dal bollo anche le relative domande (ari. 14, 1° comma, Tab. all. B L. bollo).

Il cancelliere quando rilascia, nei casi Consentiti dalla legge, certificati in esenzione dall’imposta di bollo, ossia in carta semplice, deve indicare in calce al documento l’uso per il quale il documento stesso è stato richiesto e gli estremi delle disposizioni di legge che contemplano il beneficio fiscale.

È appena il caso di sottolineare che ogni responsabilità circa l’eventuale utilizzazione del certificato per un uso diverso da quello per il quale è stato richiesto ricadrà sii chi ne ha fatto un uso Fiscalmente non consentito e sull’eventuale pubblico ufficiale che non avrà conformemente al suo dovere, rilevato l’irregolarità Fiscale.

A tale proposito, si aggiunge che l’art. 19 legge bollo prescrive che i giudici, i funzionari e i dipendenti dell’Amministrazione dello Stato, degli enti pubblici territoriali e dei rispettivi organi di controllo, i pubblici ufficiali, i cancellieri e segretari, nonché gli arbitri, non possono rifiutarsi di ricevere in deposito o accettare la produzione o assunzione a base dei propri provvedimenti, allegare o enunciare nei loro atti, i documenti, gli atti e registri non in regola con l’imposta di bollo. Tuttavia gli atti, i documenti e i registri o la copia degli stessi devono essere inviati a cura dell’ufficio che li ha ricevuti e, per l’autorità giudiziaria, a cura del cancelliere o segretario, per la loro regolarizzazione ai sensi dell’art. 31 legge bollo (D.P.R. 64211972), al competente ufficio del registro entro trenta giorni dalla data di ricevimento ovvero dalla data di deposito o della pubblicazione del provvedimento giurisdizionale o del lodo.

L’inosservanza degli obblighi stabiliti dal citato art. 19 è punita, per ogni atto, documento o registro, con una pena pecuniaria da euro 2,58 a euro 7,75.

Se l’obbligo è adempiuto entro trenta giorni dalla scadenza del termine, la pena pecuniaria è ridotta ad un quinto del minimo (art. 24 legge bollo).

Si segnala, infine, che i certificati del casellario richiesti dalle camere di commercio, vanno in  esenzione del tributo di bollo, essendo le stesse enti di diritto pubblico (Risoluzione n. 402410 in data 9 2-1976 del Min. Finanze — Dir. gen. Tasse).

(50) Il Min. Giust. Aff. civ — uff, I— con circ. del 16-1-1985, prot. 1/24-8 (82) 2240 precisa che la comunicazione di atti dello stato civile del casellario giudiziale non può riguardare persone minori degli anni 14, non essendo queste comunque imputabili e non essendo ipotizzabile la presenza di schede nel casellario, ad esse intestate: l’invio della comunicazione sarebbe dunque superfluo.

Con la stessa circolare si richiama l’attenzione sulla necessità che sia osservato quanto disposto con la circolare della Direzione generale n. 3347 del 14-7-1948, concernente l’invio ai casellari della notizia ufficiale della morte di una persona (con il limite di età sopra precisato), in modo che sia consentita la eliminazione dal casellario delle iscrizioni relative alle persone decedute (art. 687 c.p.p.).

(51) Il Min. Giust., con circolare n. 33 dcl 28-3-1952, n. 1971, ha precisato che perle eliminazioni, occorre tenere distinte le decisioni di condanna dalle sentenze di proscioglimento con riguardo alla natura del reato.

1) condanne:

a) le schede relative a condanne per delitto non sono eliminabili che per morte o età superiore agli ottanta anni:

b) le schede relative a decreti penali e a sentenze per contravvenzioni per le quali il giudice ha inflitto l’ammenda irrilevante quindi che l pena dell’arresto sia eventualmente comminata dalla legge in forma alternativa), sono eliminate trascorsi dieci anni a decorrere dalla estinzione (per espiazione o altra causa) della pena ovvero dalla revoca della misura di sicurezza applicata in conseguenza della condanna (l’ipotesi è verificabile, es.: art. 713

2) proscioglimento:

a) le schede per le sentenze relative a delitto sono eliminate dopo la prescrizione del reato; b) le schede per le sentenze emesse prima del dibattimento o in dibattimento relative a delitto sono eliminate trascorsi dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza o, se è stata applicata una misura di sicurezza, dalla revoca stessa;

c) le schede per le sentenze relative a contravvenzioni sono eliminate dopo tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza.

(52) Il Min. Giust. — uff. VI Casellario centrale — con nota del 10-2-1981 prot. n. 349 segret. precisa che le iscrizioni relative alle sentenze di proscioglimento per perdono giudiziale devono essere eliminate nei termini previsti dall’art. 15 D.P.R. 22-9-1988, n. 448 in quanto le sentenze in argomento hanno sempre natura di proscioglimento, anche se viene accertata la colpevolezza del minore.

(53) Al fine di consentire al sistema informatico del Casellario di verificare la sussistenza di tale condizione, è essenziale che i casellari locali e gli uffici schede indichino sempre la data di commissione del reato e che gli uffici giudiziari curino scrupolosamente l’iscrizione della notizia relativa al «tempo in cui la pena fu scontata,. (così come richiede l’art. 686, comma 3, c.p.p.): in tal senso la citata nota ministeriale n. (VI) 3306, in data 8-6-2001.

(54) L’ ex art. 687 dell’iscrizione nel casellario giudiziale di una condanna per reato, rimasto successivamente depenalizzato, deve essere preceduta dalla revoca della sentenza da parte del giudice dell’esecuzione a norma dell’ari.. 673 stesso codice, in quanto non sempre l’estratto inserito nel casellario giudiziale consente di stabilire se la formale abrogazione di una norma incriminatrice dia luogo a vera e propria «abolitio criminis» o a semplice successione di leggi penali. (Cass. VI, sent. 1576 del 22-5-91).

(55) Comma aggiunto dall’art. 32 del D.Lgs. 14-1-1991, n. 12.

(56) (Circolare n. 1483, in data 14-5-1995, del Min. Giust. Aff. pen. Uff  VI) Interdizione dai pubblici uffici e perdita del diritto elettorale - Adempimenti.

Fine precipuo della presente lettera circolare è il richiamo alla necessità di una Corretta osservanza delle norme riguardanti la decorrenza della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e la comunicazione prevista dall’art. 34 del Regolamento n. 334/89 per [‘esecuzione del codice di procedura penale allo scopo di migliorare l’affidabilità del certificato del Casellario Giudiziale spedito per ragioni elettorali ... Quando da una sentenza irrevocabile o da altro provvedimento definitivo dell’Autorità Giudiziaria deriva la perdita del diritto elettorale, il funzionano Competente — ai sensi dell’art. 9 Reg. n. 778/1931 — alla formazione delle schede e dei fogli Complementari per il Casellario Giudiziale, deve inviare una comunicazione all’Ufficio elettorale del Comune di residenza o di nascita del condannato, avendo cura di annotare stilla scheda tale adempimento.

I soggetti che non possono esercitare il diritto elettorale sono indicati dall’ari. 2. D.P.R. 20-3-1967, n. 223, Come modificato dall’art. 1 della L. 16-1-1992, n, 15.

Detto articolo, alla lettera e) ricomprende nella categoria dei non elettori coloro che sono sottoposti all’interdizione dai pubblici uffici, per tutto il tempo della stia durata.

L’interdizione temporanea dai pubblici uffici, come tutte le pene accessorie consegue di diritto alla condanna (ari. 20 c.p.): i suoi effetti, pertanto, a qualsiasi fine e, quindi, anche a fini elettorali decorrono dal giorno in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.

Dispone però, l’ari. 139 c.p. che, nel computo delle pene accessorie temporanee, non si tiene
conto del tempo in cui il condannato sconta la pena detentiva o è sottoposto a misura di sicurezza detentiva o si è sottratto volontariamente all’esecuzione della pena o della misura di sicurezza.

Pertanto, sussistendo, come già visto, l’esclusione dall’elettorato di coloro che sono sottoposti alla interdizione temporanea dai pubblici uffici, per tutto il tempo della sua durata, gli Uffici elettorali devono poter disporre delle notizie per assicurare l’osservanza di quanto previsto nell’ari. 139 c,p. circa la non computabilità, nei confronti dei predetti condannati, del tempo destinato alla esecuzione delle sanzioni detentive nella durata delle pene accessorie temporanee.

I predetti uffici hanno, in particolare, necessità di conoscere quando viene a compimento l’esecuzione della pena detentiva per stabilire in concreto il termine da cui far decorrere la pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici, durante il quale è operante la esclusione del diritto di voto.

I certificati del Casellario Giudiziale spediti per ragioni di elettorato, rappresentano il supporto informativo fondamentale per le suddette esigenze conoscitive e, più in generale, per assicurare la corretta tenuta e revisione delle liste elettorali.

Da verifiche recentemente effettuate sugli archivi dei Casellari è emerso che mentre vengono con regolarità memorizzati i dati relativi all’applicazione delle pene accessorie perpetue e temporanee, gravissime carenze si riscontrano nell’acquisizione di quelli inerenti l’avvenuta esecuzione delle pene detentive.

… Per eliminare le carenze evidenziate è necessaria una tempestiva e costante osservanza delle disposizioni di cui all’art. 34 del D.M. n. 334/1989, contenente le norme regolamentari per l’esecuzione del codice di procedura penale, che, in particolare al 2 comma. prevede che sia data comunicazione degli eventi relativi alla espiazione della pena di cui è prevista l’iscrizione «anche avvalendosi di mezzi tecnici idonei» quale la trasmissione via fax...

(57) Circ. Min. Giust. — Dir. Gen. Aff. Pen, — n. 13/56/688/1952 in data 11-8-1952.

(58) Non sono elettori (art. 2 T.U. legge elettorale 20-3-1967, n. 223 come modificato dalla L. 16-1-1992, n. 15):

1)       gli interdetti e gli inabilitati per infermità di mente;

2)       i commercianti falliti, finché dura lo stato di fallimento, ma non oltre cinque anni dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento;

3)       coloro che sono sottoposti alle misure di prevenzione di cui all’art. 3 L. 27-12-1956. n. 1423, finché durano gli effetti dei provvedimenti stessi;

4)       coloro che sono sottoposti a misure di sicurezza detentive o a libertà vigilata a norma dell’art. 215 c.p. o del divieto di soggiorno in una Provincia o Comune, finché durano gli effetti del provvedimento;

5)       i condannati a pena che importa la interdizione perpetua dei pubblici uffici;

6)       coloro che sono sottoposti all’interdizione temporanea dai pubblici uffici, per tutto il tempo della sua durata;

7)       abrogato.

Le disposizioni dei numeri 5), 6) e 7) non si applicano se la sentenza di condanna è stata annullata o dichiarata priva di effetti giuridici, in base a disposizioni legislative di carattere generale, o se il reato è estinto per effetto di amnistia, o se i condannati sono stati riabilitati. Nel caso di amnistia, non può farsi luogo alla iscrizione nelle liste elettorali se non è intervenuta la declaratoria della competente autorità giudiziaria.

(59) Sulle questioni relative alle iscrizioni e ai certificati dell’anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative inflitte agli enti, è competente il tribunale di Roma, che decide in composizione monocratica (art. 82, D.Lgs. 231/2001).

(60) Circolare n. 565 del 14-1 1-1995 - Carichi pendenti.

La mancanza di disposizioni legislative che regolamentino le modalità di rilascio del certificato dei carichi pendenti ha sempre comportato perplessità interpretative ed applicative che si sono acuite con l’entrata in vigore del codice di procedura penale del 1988 e con le modifiche anche di tipo ordinamentale ad esso apportate.

Sul punto, questa Direzione Centrale ebbe a pronunciarsi con la circolare n. 467 del 16-10- 1981 dettando disposizioni di carattere transitorio che riflettevano prassi molto generalizzate destinate a mantenere validità Fino alla compiuta realizzazione del progetto di meccanizzazione dei dati relativi alle pendenze giudiziarie.

Deve prendersi atto che l’impossibilità per l’Ufficio certificante di avere conoscenza completa della totalità delle pendenze penali a carico del cittadino, risultanti presso le varie Autorità Giudiziarie della Repubblica, ha sinora fatto del documento in questione un certificato di efficacia sostanziale assai limitata. È per questo motivo che l’art. 110, 2° comma delle norme di attuazione del codice di rito contiene espresso riferimento al servizio informativo con cui saranno acquisiti i certificati, prevedendo un sistema nuovo a carattere centralizzato ed informatico.

Le difficoltà di realizzazione non consentono peraltro cd ancora di indicare i tempi necessari al completamento del sistema informatico. Si deve pertanto provvedere con urgenza alla interpretazione della disciplina dettata dalla circolare sopra richiamata specie per la parte di essa che lascia fuori dal certificato i reati di tipo mafioso previsti dall’ari. 51 comma 3bis c.p.p. imputati ai residenti nelle circoscrizioni delle Procure della Repubblica che non sono più particolari delle relative indagini sudi essi. In tali casi, infatti, accade che il carico pendente non figuri sui registri delle Procure circondariali o su quelle delle Procure «ordinarie, ma solo su quelli delle Procure distrettuali.

Si ritiene, perciò, necessario un intervento di regolamentazione provvisoria che consenta di colmare il vuoto informativo attualmente esistente e impedisca che restino esclusi dalla certificazione proprio i reati di maggiore gravità ed allarme sociale.

Si prega, pertanto, di voler dare istruzioni a tutte le Procure distrettuali perché — fino all’entrata in funzione del sistema informatizzato - comunichino, utilizzando i più rapidi mezzi tecnici, le notizie relative ai procedimenti penali di loro competenza, per i quali sia stata assunta o riassunta da taluno la qualità di imputato (e, conseguentemente, le notizie che determinino la cessazione del carico pendente), alla Procura della Repubblica di residenza dell’interessato.

Analoga comunicazione dovrà essere effettuata dal Procuratore Nazionale Antimafia e delle
Procure Generali presso le Corti d’Appello relativamente ai procedimenti per i quali le indagini
preliminari per i medesimi reati siano state avocate.